Bellezza e specchio per Emma Dante

Una Biancaneve per bambini e adulti? Sì, perché tutti siamo stati bambini.

Al teatro Palladium i figli sono condotti per mano dal papà, e il papà è portato dal bambino che è stato un tempo. Le madri – che un po’ bambine lo sono sempre – si specchiano per chiedersi chi sia la più bella, mentre il principe che un tempo svegliò dall’incantesimo, ora forse ha la sciatica e sente gravare il peso degli anni. A questo grumo di divenire e fantasia, guarda oggi Emma Dante con Gli alti e bassi di Biancaneve, dopo aver visitato nel 2016 La Cenerentola di Rossini al Teatro Costanzi.

La Regina interroga lo specchio sulle note dell’ouverture rossiniana: la verità è che c’è sempre una donna più bella, sopratutto per una regina a cui crescono peli ribelli dappertutto. A voler essere bella a tutti i costi, in realtà si diventa brutte e antipatiche. A furia di insistere, lo specchio – tra il piccato e l’insolente – è stanco di far da “doppio”. Non consola più e punge senza pietà il punto debole di sua maestà femminile.

Emma Dante compone una regia che strizza l’occhio alla commedia dell’arte e al fumetto. Se Arlecchino fa le smorfie, salta, si lamenta in bergamasco e si produce in gesta da saltimbanco, i personaggi della Dante parlano in un siciliano molto musicale e frenetico, quasi lo strascico in parola della musica di Rossini. Il cacciatore sembra uscito da una parodia tarantiniana, Biancaneve dal paese delle meraviglie, la regina da una rivista di gossip per dive corrette da un chirurgo buontempone.

Ai bambini è concesso partecipare al dramma giocoso, con gli attori esemplari nel raccogliere le invettive del piccolo pubblico senza rallentare il ritmo. Biancaneve si chiede: che preparo ai nanetti per cena? «Gnocchi!» grida un bimbo dalla platea. Poco più avanti la strega cercherà di uccidere Biancaneve con oggetti a cui è impressa una fattura di morte: dapprima un cerchietto, poi una collana “soffocante”. Al vedere la ragazza salvarsi dallo strangolamento, lo stesso bambino griderà: «Magnate la mela adesso!».

Dopo queste involontarie e divertenti reminiscenze da varietà sgangherato, la strega – invecchiata e quindi soggetta a falle di memoria – si dimentica la formula per tornare regina. Il principe schiocca il suo bacio come si tira un dardo; Biancaneve si sveglia, ma le maschere continuano a correre per la scena come se un puparo ubriaco ne agitasse i fili dall’alto. Il pubblico applaude, i bambini ridono. La domenica è mite, e il tardo pomeriggio autorizza a fare ancora programmi per la serata.

Il teatro della Dante è un eterno correre avanti e indietro per non farsi mai acchiappare dai tutori di un ordine triste, che si mostra falsamente come in un rotocalco patinato. È l’obbligo di obbedire a un imperativo di bellezza, col risultato di uccidere l’innocenza, come fa dire Jacopo Ferretti a Cenerentola nel libretto rossiniano. Se i buoni vincono come oggi, non ci dovremo meravigliare se alla prossima replica, troveremo tra il pubblico Biancaneve, il principe e il loro marmocchio primogenito, per godersi uno spettacolo che unisce grandi e piccoli. La strega probabilmente la visiteremo in una lungodegenza a sciorinare formule e incantesimi a cui mancheranno sempre una virgola per fare effetto.

Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito del Festival Flautissimo
Teatro Palladium

piazza Bartolomeo Romano, 8 – 00154 Roma
domenica 1 dicembre 2018, ore 17,30

Gli alti e bassi di Biancaneve
Favola per bambini e adulti
testo, regia, scene e costumi Emma Dante
luci Gabriele Gugliara
con Italia Carroccio, Davide Celona, Daniela Macaluso
produzione Compagnia Sud Costa Occidentale

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