Il re del terrore a teatro

Dominick Tambasco firma un testo-omaggio all’eroe dei fumetti e alla sua ideatrice, Angela Giussani, in un ritratto di donna intraprendente seppure, a volte, fragile.

Convince a metà Goodbye Diabolik, nuova produzione dell’Associazione Teatrale Pistoiese, in apertura di Stagione al Teatro Mauro Bolognini di Pistoia.
Convincono le atmosfere, grazie a una scenografia impeccabile che evoca un’America quasi alla Dick Tracy, con un interno dalle tapparelle chiuse, verde acido alle pareti, bottiglie di whiskey, rumori metropolitani. E proprio come il film del 1990 si rifà a un fumetto, anche nello spettacolo scritto da Dominick Tambasco il mondo del fumetto è protagonista, anche se la trasposizione del regista Massimo Navone non ha calcato la mano con scelte estetiche estreme. Basta l’apparizione di una Eva Kant in carne e ossa (interpretata dall’attrice Alessia Innocenti) per trasportare in una dimensione di irrealtà o di sogno; basta una linea telefonica staccata e una sorella che stranamente non comparirà all’appuntamento, per suggerire che l’improbabile si è insinuato nell’ufficio dove Angela Giussani si è assopita.
La donna, coraggiosa creatrice di Diabolik (Giulia Weber), viene svegliata da un personaggio buffo (Alessandro Baldinotti) che dichiara essere un ex ballerino, ex assistente mago, ex produttore teatrale, e ora agente di personaggi dello spettacolo. E inoltre, che il suo ultimo cliente è il re del terrore, il ladro galantuomo che dal 1962 continua a essere ristampato, letto, adorato: Diabolik.
La situazione sembra uscita dalla mente di Pirandello, dai suoi Sei personaggi in cerca d’autore; l’assurdo diviene un’evidenza e quando compare Eva Kant, sensuale compagna di Diabolik, anche la signora Giussani sembra cedere al mistero.
Diabolik è depresso, raccontano i due, stanco della Costa Azzurra e della sua vita tra l’eroico e il criminale. Ha incaricato un agente per convincere Angela Giussani a porre fine alla saga: vuole essere trasformato in un uomo normale. Stranamente questa richiesta avviene proprio nel momento in cui anche la donna si interroga sulla fine della vita, quasi che un doppio filo la legasse alle sue sagome immortali – mentre il corpo umano può ammalarsi, deteriorarsi, scomparire per sempre.
Il finale a sorpresa infonde un velo di ottimismo e fiducia nel presente: l’istinto, l’abbandonarsi a ciò che si ama, pur sapendo che il tempo stringe.
Ciò che convince meno è il ritmo della messa in scena, talvolta statica, altre ripetitiva. La regia non prevede grandi “salti mortali” o trovate che possano spezzare l’andamento degli eventi, per cui gli interpreti sembrano muoversi nella stanza come pesci rossi in un piccolo acquario. La recitazione di Giulia Weber, in particolare, pecca di eccessiva impostazione (anche se compensata dalla sua eleganza sul palco).
Goobye Diabolik risulta quindi uno spettacolo piacevole, a tratti divertente, a tratti sporcato da sprazzi di profondità. Un’occasione per saperne di più sulla genesi di Diabolik e le idee di una mente vulcanica, quella di Angela Giussani, che insieme alla sorella ha lottato per erigere un mito.

Lo spettacolo è andato in scena:
Piccolo Teatro Mauro Bolognini
via del Presto, 5 – Pistoia
da martedì 23 ottobre a domenica 28 ottobre

Goodbye Diabolik
di Dominick Tambasco
regia Massimo Navone
con Alessandro Baldinetti, Alessia Innocenti e Giulia Weber
luci Beatrice Ficalbi
produzione Monica Paperetti
Associazione Teatrale Pistoiese

Ph: G. Acerboni

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