L’algida bellezza dell’astrazione

La Stagione di danza del Teatro Verdi di Pisa si conclude con un gioiello di rara purezza firmato da imPerfect Dancers Company.

Il gesto nello spazio, la sua capacità di creare arabeschi di senso, accomuna gli artisti astratti – siano essi pittori o coreografi. Entrambi creano opere d’arte che danzano di fronte ai nostri occhi, che sfuggono all’approccio razionale, che elevano il concetto a forma e la forma a sostanza. Con una circolarità perfetta innalzano il movimento verso la sublimazione del reale per poi tornare a essere materia, o carne e sangue.
imPerfect Dancers Company e i suoi due talentuosi e originali coreografi, Walter Matteini e Ina Broeckx, raggiungono queste vette per poi ridiscenderle con il severo lavoro sul corpo che si nota nella pulizia di ogni gesto, nella precisione degli ensemble, nella levità dei sollevamenti, nella bellezza delle composizioni, nella ricerca di movimenti pregnanti pur nella loro originalità.
In questo Hamlet, coadiuvati dalle luci, altamente significanti; dalla bella scenografia minimal chic; dall’interessante uso della maschera rossa, calata dall’alto, al posto dell’ormai abusato teschio; e, soprattutto, dall’intero ensemble ai massimi livelli.
D’altro canto, convince meno rinchiudere una tale perfezione astratta in un discorso narrativo standard. Amleto, quale base testuale per il lavoro coreografico presentato al Verdi, sembra una gabbia troppo rigida e, insieme, sfuggente. Difficile risalire a ciascun personaggio (tranne Ofelia, grazie soprattutto alla sua folle risata), anche perché gli stessi non si sottraggono dagli ensemble pur restando con i medesimi costumi (per fare un solo esempio, Polonio muore e risorge in un batter d’ali). Altrettanto difficile seguire il susseguirsi delle scene della tragedia shakespeariana (tra le poche eccezioni, la morte di Ofelia e il confronto tra Laerte e Amleto).
Per quanto riguarda il côté musicale, l’impianto monòtono dei brani, dove non spiccano parentesi allegre o lievi, per controbilanciare le drammatiche, non rende al meglio la complessità delle tragedie shakespeariane. Una scelta, questa, che non si sposa con il dettato del Bardo, che mixava sapientemente alto e basso, eufuistico e scurrile, tragico e comico.
La bellezza del gesto nello spazio, quando raggiunge tale purezza, non avrebbe bisogno d’altro.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Verdi

via Palestro, 40 – Pisa
sabato 6 maggio, ore 21.00

imPerfect Dancers Company presenta:
Hamlet
Dubbio e Ambiguità
ideazione e coreografie Walter Matteini e Ina Broeckx
musica autori vari
ideazione costumi Weber + Weber
ideazione scene Ina Broeckx
luci Bruno Ciulli
produzione imPerfect Dancers Company
(prima assoluta)

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