Eccellenza Made in Italy

Sotto il cielo del cortile del Bargello, giovedì 6 luglio è andato in scena un importante momento di danza contemporanea, a opera di Aterballetto.

Difficile trovare uno spettacolo dove grazia, forza e umorismo sappiano creare la bellezza. Lontani da virtuosismi, esibizioni muscolari, narrazioni prolisse, o moralistiche. Se nel panorama contemporaneo italiano spesso si eccede in tecnica calcolata, o in disegni elucubrati, Aterballetto riesce a declinare la danza con una spontaneità espressiva, in un folle flusso.
La Compagnia, attiva dal 1977, si conferma in grado di autorinnovarsi aldilà degli attraversamenti storici e delle tendenze del momento, cercando la propria voce. Una voce dal timbro originale, fatta di vuoti e pieni, rimembranze, apparizioni e discioglimenti.
Hashtag#Aterballetto si inserisce nel Florence Dance Festival come opera di punta. E, in effetti, il Cortile del Bargello freme, con un candore composto che contraddistingue un pubblico pacato eppure in cerca di emozioni.
Il lavoro presentato è suddiviso in due parti, affidate a due diversi coreografi, Jiří Pokorný e Johan Inger – agli antipodi per estetica ed energia sulla scena, che il corpo di ballo interpreta con furore e armonia.
Words and Space è un microcosmo che amplifica il caos e l’ordine, dove gli interpreti, come insetti, fili di una ragnatela o anime in subbuglio, compongono similitudini nello spazio – divenuto universo in espansione. Il movimento si fa grido soffocato e poi mitigato, cascata di stelle morenti o esplose verso l’altro, come in un grande disegno cosmico e astratto di inizio, fine, guerra, speranza, amore.
Breve e incisivo, intenso intrico di forme collettive e di assoli, Words and Space crea e distrugge sulle note della musica barocca, assenza di suono o voci fuori campo, in un tempo relativo, eppure assoluto, dove i performer si lasciano andare a manie, passioni e stati elettrici.

Rain Dogs è geometrico e ironico, trasportato dallo strambo e avvolgente sound di Tom Waits, che evoca un mondo di sensualità, ma anche indifferenza, fastidio, giocoforza tra i due sessi. I danzatori, abbigliati secondo un gusto anni Sessanta, non sono elementi di un discorso solo stilistico, ma compongono un’idea di società con ruoli definiti, quello del marito lavoratore e della moglie casalinga; individui che cercano di evadere e lo fanno con la seduzione e il ballo, distruggendo i tabù. Una dimensione che perde i suoi pezzi, per mostrare fessure e margini d’azione, infelicità o trasgressioni. L’epilogo è quanto mai inatteso. Le donne indossano il tailleur e gli uomini la vestaglia, e si uniscono in un ballo liberatorio e comico che non ha niente da insegnare al pubblico – o da sottolineare – se non coinvolgere l’occhio in una incantata sovversione. Un tocco leggerissimo, quello del coreografo Johan Inger, di straordinaria purezza di linee, che i danzatori interpretano in modo eccelso, lasciando viaggiare il movimento, sfiorando la pantomima, con una leggiadria quanto mai statuaria.

Lo spettacolo è andato in scena durante:
Florence Dance Festival
Museo del Bargello, via del Proconsolo 4, Firenze
giovedì 6 luglio

Aterballetto presenta
Hashtag#Aterballetto
Words and space
coreografia Jiří Pokorný
danzatori Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Hektor Budlla, Martina Forioso, Philippe Kratz, Ina Lesnakowski, Valerio Longo, Ivana Mastroviti, Roberto Tedesco, Lucia Vergnano, Serena Vinzio, Chiara Viscido

Rain Dogs
Coreografia Johan Inger
danzatori Saul Daniele Ardillo, Hektor Budlla, Martina Forioso, Philippe Kratz, Valerio Longo, Ivana Matroviti, Roberto Tedesco, Lucia Vergnano, Serena vinzio

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