L’attore come marionetta

Al Funaro di Pistoia va in scena, in prima assoluta, Henry. Memorie teatrali d’oltretomba – di e con Mark Down.

Il Centro Culturale Il Funaro offre, ancora una volta, ai pistoiesi e al suo folto pubblico, la possibilità di vedere il lavoro di un autore europeo e di entrare in contatto con un genere teatrale molto più frequentato oltre i nostri confini, che in Italia – quale il teatro di figura.
Lo spettacolo dei Blind Summit Theatre, che è poi l’esito di un workshop e di una residenza artistica, si pone in mezzo al guado tra il teatro di parola e le nuove sperimentazioni con l’universo dell’animazione di pupazzi e burattini.
L’incipit, alquanto divertente, consta di un decalogo (in forma monologante), che descrive il metodo di lavoro prescelto, i comportamenti da evitare durante lo spettacolo ma, soprattutto, abbatte la quarta parete e offre l’opportunità a Mark Down (protagonista assoluto della scena) di un approccio più diretto con il pubblico presente. L’immancabile suoneria di un telefonino favorisce ulteriormente questa possibilità.
Il palcoscenico a terra, scarno nella sua essenzialità pseudo-laboratoriale, è utilizzato da Down e dai due animatori che lo affiancano per ricreare, utilizzando oggetti apparentemente improponibili quali sacchi della spazzatura e un carrello della spesa, la cornice nella quale dare un senso alla storia che sarà narrata nella seconda parte dello spettacolo.
Il testo, in inglese, molto corposo, forse troppo per un genere quale il teatro di figura, si avvale di sovratitoli che rendono, per coloro che devono leggerli, più difficoltosa la visione e la compartecipazione ai movimenti e all’azione scenica. La cesura che separa la prima parte (ossia le spiegazioni sul metodo di lavoro), dallo spettacolo più canonico, che dà origine al titolo, permette al pubblico di passare dal qui e ora del Funaro di Pistoia, all’esperienza di un ragazzino di fronte alla performance del padre attore nella Londra di una quarantina di anni fa, fino alla California dei giorni nostri – meta eletta per crogiolarsi al sole prima della morte. Quello che va in scena è il tentativo di un giovane burattinaio di recuperare il rapporto con il padre/attore, un rapporto quasi inesistente che si concentra, e si esaurisce, nei giorni trascorsi, prima della scomparsa del genitore, ad ascoltare i racconti gloriosi e ingloriosi di un uomo che è stato un grande attore malgrado la sua pochezza umana.
Il burattino, Henry, si muove a scatti, sciorinando riflessioni, moti d’ira e momenti di dolore – autentici o meno. Il parco utilizzo del gioco di luci e dell’inserzione di temi musicali, oltre alla presenza di un solo burattino in scena, privano lo spettacolo della complessa magia propria del teatro di figura.
Nel complesso, uno spettacolo minimal, con alcuni spunti interessanti a livello di costruzione drammaturgica, e un’ottima prova di Down – soprattutto mattatore – in scena.

Lo spettacolo è andato in scena:
Il Funaro Centro Culturale
via del Funaro 16/18 – Pistoia
venerdì 4 e sabato 5 maggio, ore 21.00

Blind Summit Theatre presenta:
Henry Memorie teatrali d’oltretomba
di e con Mark Down
da un’idea originale di Mark Down e Nick Barnes
puppet design Mark Down e Nick Barnes
assistente alla regia Fiona Clift
scene Michael Vale
collaborazione drammaturgica Tom Espiner, Michael Vale, Hattie Naylor e Giulia Innocenti
e con l’aiuto di Carolyn Choa, Philip Haas ed Ed Docx
produzione Blind Summit Theatre
con il sostegno de Il Funaro – Pistoia
(prima assoluta)

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