Universo Petrolini

L’umanità e l’umorismo di Petrolini rivivono nella rilettura contemporanea di Gabriele Linari in una dinamica tra linguaggi artistici passati e futuri.

Gabriele Linari torna sulla scena per far rivivere Ettore Petrolini, il più noto e originale performer del Novecento. Missione ardua, poiché Petrolini, attore del corpo, dai molti volti e dal gesto dirompente, appare inimitabile per la sua unicità. Operazione difficile ma riuscita a questo attore che da sempre costruisce il suo repertorio confrontandosi con i grandi autori della letteratura e del teatro novecentesco, in un dialogo costante fra la tradizione e il rinnovamento del linguaggio artistico. In Ho morto Petrolini la sua vita, l’arte e la cornice del teatro di varietà si mescolano dando origine al Petrolini uomo, quell’individuo che come lui stesso affermava, veniva troppo spesso dimenticato dietro l’attore comico. In una scenografia spoglia – l’unica cosa che importa in scena è l’attore – assistiamo a un varietà in cui la storia del leggendario debutto di Petrolini, caratterizzato da un vero e proprio istinto mimetico, si alterna ai racconti tratti dai ricordi di Un po’ per celia un po’ per morir, alle sue macchiette più famose come Gigi er bullo e Gastone, ai nonsense di Fortunello apoteosi della “teoria della cretineria”. Al classico repertorio petroliniano, Linari aggiunge la componente della biomeccanica, bagaglio della sua formazione, per cui il movimento si libera di ogni gesto superfluo, giocando costantemente con il ritmo meccanico del corpo e della parola. Ne deriva così la drammaturgia del frammento che rese Petrolini celebre tra i futuristi, e amato dal pubblico per le numerose parodie e motti di spirito che solo la strada e la vita vissuta erano in grado di ispirargli. In questa interpretazione Linari restituisce tutta l’arguzia, l’irrisione e l’energia esplosiva del comico, il cui volto intensifica la simultaneità del sentimento di Petrolini. Un sentimento profondo di solitudine, di una malinconia estranea alle risa fragorose che quello stesso volto ispirava. L’attore scende dalla ribalta, attraversa il pubblico, lo guarda negli occhi e trasmette l’intensità intimista di un grande attore forse, nonostante i numerosi successi, insoddisfatto della sua arte. Attraverso la riscrittura proposta da Linari, Petrolini rinasce come artista e come uomo in una costante dialettica tra tradizione e nuove esperienze teatrali.

Lo spettacolo continua:
Teatro Due Roma
vicolo dei Due Macelli, 37 – Roma
fino a domenica 18 marzo
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00 (lunedì riposo)

Il Carro dell’Orsa e Compagnia teatro LABit presentano
Ho morto Petrolini! Ovvero che ci faccio io tra tante donnine?
Adattato, diretto e interpretato da Gabriele Linari
aiuto regia e adattamento Alessandro Porcu, Andrea Vaccarella
fonica e luci Flavio Tamburrini
musiche originali Jontom

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