Senza perdere il filo

Al Teatro Comunale di Catanzaro è andato in scena Ho perso il filo, interpretato da Angela Finocchiaro, uno dei volti comici più amati dal grande schermo italiano.

La Finocchiaro è conosciuta dal pubblico con il suo tipico ruolo da milanese impacciata e un po’ annoiata, e di teatro ne ha fatto tanto dagli anni ’70,a partire dall’esperienza con la compagnia teatrale Quelli di Grock.
Con Ho perso il filo porta in scena uno spettacolo nel quale si mette in gioco in maniera del tutto differente da come si è abituati a vederla, dunque in una dimensione del tutto personale, mostrando le caratteristiche tipiche del proprio bagaglio artistico e umano in maniera quasi alternativa.

Lavorando sulla propria fisicità, dal corpo comico al teatro-danza, la Finocchiaro rilegge il mito del filo di Arianna con felici intuizioni drammaturgiche e, scritto il soggetto insieme a Walter Fontana e Cristina Pezzoli, ne interpreta il protagonista sovrapponendo in maniera quasi mimetica la confessione biografica con la reinvenzione scenica.

Parte tutto da lì, da un gomitolo di filo. L’attrice non interpreta Arianna bensì Teseo, con la scenografia che la avvolge insieme al corpo di ballo/coro greco e si trasforma in un labirinto ultra moderno, la cui missione è ovvia, uccidere il Minotauro (metafora di paure e ansia). Ho perso il filo si apre con la protagonista che si rivolge frontalmente e a luci accese al pubblico in platea, come in una confessione intima e leggera, e cui, prima di partire, affida la propria vita (il gomitolo).

Entrata nel labirinto tutto cambia. Non va come la storia ci insegna, perché il filo viene spezzato da strane creature, spiriti dispettosi che le danzano attorno come acrobati nelle splendide coreografie di Hervé Koubi e la trasportano come in un sogno tra passato, presente e futuro.
Il pubblico viene accompagnato dall’inizio alla fine in un viaggio all’interno dell’esistenza di un Teseo moderno: la carta-sconti è lo scudo quotidiano che si intreccia nel simbolo della morte e della rinascita, il labirinto.
Una sorta di gioco a caselle dove non vi è nulla di eroico, ma tutto è quotidiano, a partire dalla mancanza di comunicazione con i figli.
La Finocchiaro, instancabile sulla scena in un allestimento di oltre un’ora e mezza, vince insieme ai ballerini-attori straordinari nel loro ruolo di supporto. Si ride e si resta affascinati dalle danze acrobatiche, anche se alcune situazioni risultano confuse e a volte troppo lunghe nonostante la verve dell’attrice riesca a stringere un legame con il pubblico, sempre attento e pronto a cercare una risata.

Lo spettacolo è andato in scena nella rassegna Vacantiandu 2019
Teatro Comunale

Corso Giuseppe Mazzini 84, Catanzaro

Ho perso il filo
soggetto di Angela Finocchiaro, Walter Fontana, Cristina Pezzoli
regia di Cristina Pezzoli
testo di Walter Fontana
con Angela Finocchiaro
e le creature del labirinto Giacomo Buffoni, Fabio Labianca, Alessandro La Rosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni, Alessio Spirito
coreografie originali di Hervà Koubi
assistito da Faycì§al Hamlat
scene di Giacomo Andrico
luci di Valerio Alfieri
costumi di Manuela Stucchi
durata 105’

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