Ad aprire la nuova Stagione del Teatro Sociale di Como, un grande classico vestito di abiti nuovi. Regia di Sam Brown, sul podio Christian Capocaccia.

I Capuleti e i Montecchi – opera lirica per la regia di Sam Brown – è il titolo dello spettacolo in scena giovedì 27 e sabato 29 settembre, che inaugura della Stagione 2012/13 del Teatro Sociale di Como.

Fin dall’apertura del sipario si nota la vena provocatoria che il regista ha scelto per la sua personale rivisitazione dell’opera shakespeariana.

Uno stupro di gruppo dà l’avvio allo spettacolo, incentrato più sull’analisi sociale di un’epoca tutta al maschile che sulla classica e nota storia d’amore tra Romeo e Giulietta. Non a caso, il titolo – I Capuleti e i Montecchi – punta direttamente alle vicende delle famiglie veronesi e non ai destini dei due giovani amanti. Sono l’onore, il rispetto, la condizione della donna a essere i temi centrali dell’intera messa in scena.

In un universo tutto al maschile ecco che il regista opera un’altra scelta particolare, affidando a una donna – Florentina Soare – il ruolo di Romeo. Di conseguenza, è l’amore tra due donne a essere ostacolato, in un continuo mescolarsi di temi vecchi e nuovi, quasi a sottolineare come la società, in fondo, non si sia mai modernizzata – diversamente da come si pensa comunemente. La musica che accompagna l’opera è di Vincenzo Bellini, ed è in totale contrapposizione con quanto agito in scena. Mai una nota tragica; al contrario, i ritmi sono allegri, sostenuti, e alleggeriscono scene decisamente forti. A tratti, questa dicotomia stilistica sembra fare la caricatura all’intero genere umano: al suo essere orgoglioso, chiuso, testardo, pavido.
In un’ambientazione che rimanda più a una Sicilia anni 50 che a una Verona di fine ‘500, assistiamo alla lotta sociale tra uomini e donne, dove gli uomini comandano, sbagliano e pagano per i loro stessi errori. In perfetta armonia con questa lettura registica, scenografie e costumi offrono un’ambientazione che rimanda, a tratti, al Padrino, il capolavoro di Francis Ford Coppola. Un grosso cervo morto e sanguinante, appeso a testa in giù, veglia sopra la tavola dove si consuma l’intera tragedia, immagine di forza e ricchezza, ma anche dell’orrore di cui, a volte, l’uomo può macchiarsi. La tavola assurge a palco nel palco, simbolo di facciata e, al tempo stesso, di segreti. Sarà sopra di essa che saranno agite le azioni note a tutti; intorno, prenderanno posto i sotterfugi, i misteri, quasi a sottolineare come sia più importante ciò che si mostra di essere, piuttosto che ciò che si è veramente.

La tavola è ben “imbandita” ma, sotto, si nascondono le briciole.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Sociale di Como
via Bellini, 3 – Como
giovedì 27 e sabato 29 settembre

I Capuleti e i Montecchi
Giulietta: Damiana Mizzi
Romeo: Florentina Soare
Tebaldo: Fabrizio Paesano
Lorenzo: Pasquale Amato
Capellio: Alessandro Spina
direttore Christian Capocaccia
regia Sam Brown
scene e costumi Annemarie Woods
light designer Giuseppe Di Iorio
maestro del coro Salvatore Sciammetta
coro AsLiCo del Circuito Lirico Lombardo
orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
coproduzione Teatri del Circuito Lirico Lombardo, Teatro dell’Opera Giocosa di Savona

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