Tra mito e opera

I Gemelli leggendari, un’opera popolare in due atti dedicata alla fondazione della Città Eterna, va in scena in anteprima nazionale sul palco della manifestazione estiva All’Ombra del Colosseo.

“Opera popolare” è la definizione ormai acquisita e riconosciuta con cui si designa il genere teatrale ibrido, erede della tradizione del musical e dell’opera lirica, che da un decennio spopola in Italia e in altri Paesi d’Europa. Il grande referente è il Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante che, prima in Francia, poi nello Stivale, ha riscosso un successo clamoroso e ben meritato. La chiave della spettacolarità di questi allestimenti è il giusto equilibrio tra registro alto e registro medio tanto nella composizione del libretto che della partitura: l’abbinamento di suggestive coreografie di danza contemporanea completa il tutto e restituisce un’opera efficace e fortemente coinvolgente.
La continuità con l’opera “madre” del grande cantautore italiano si avverte con vigore in I Gemelli leggendari, produzione ambiziosa che ripercorre il mito di Romolo e Remo dalla nascita alla fondazione di Roma. In primis nella scelta del cast, che coinvolge alcuni dei protagonisti del Notre Dame italo-francese: Vittorio Matteucci interpretava stupendamente il perfido arcidiacono Frollo e qui è un Giove benevolo e virtuoso, Oscar Nini era un soldato del Re Febo e ora è Romolo, Luca Marconi, un disgraziato Remo, era il poeta Gringoire nel cast del decennale dell’opera di Cocciante, stessa edizione che ha coinvolto Angelo Del Vecchio nei panni del campanaro Quasimodo, di cui mantiene evidentemente la gestualità delle mani nell’interpretare qui Faustolo, infine Leonardo Di Minno, già Clopin e Quasimodo, ora un Marte che si vorrebbe ascoltare in eterno. Non solo in questo, ma anche nelle elaborazioni scenografiche, nell’uso delle luci, nelle coreografie si individuano precisi rimandi a quel precedente. Un’opera riuscita, indubbiamente. Il pubblico segue con attenzione, appassionato, nonostante la fastidiosa ora di ritardo patita prima dell’inizio, e nonostante l’aberrante autorizzazione a smangiucchiare patatine fritte in platea, legittimata dal profilo en plein air della manifestazione. Se ci sono punti deboli di cui parlare, questi si riscontrano forse in un libretto di non immediata comprensione, più visionario che narrativo, che procede per immagini e suggestioni ma non rende sempre chiara la consecutio e i moventi delle azioni; oltre che in uno “sbilanciamento emotivo” delle esibizioni canore, a netto vantaggio delle voci maschili, di gran lunga le più convincenti ed efficaci.
I Gemelli leggendari si configura, nel panorama delle opere di teatro musicale, come un allestimento misurato e disciplinato secondo i canoni del suo genere, che può ben soddisfare la passione degli amanti dell’opera pop e la curiosità di chi non la conosce ancora.

Lo spettacolo è andato in scena:
Parco del Celio – All’Ombra del Colosseo
via di San Gregorio, Roma
sabato 23 giugno, ore 21.00

Gianni Salzano presenta
I Gemelli leggendari
regia Marco Simeoli
libretto Riccardo Fortuna, Marco Quaglia
musiche Simone Martino, Ermanno Sebastiano
con Luca Ward, Vittorio Matteucci, Oscar Nini, Luca Marconi, Angelo Del Vecchio, Leonardo Di Minno, Giuseppe Cartellà, Paolo Gatti, Stefania Fratepietro, Ilaria De Angelis, Manuela Zanier, Francesca Risoli, Sharon Alessandri
coro Ruggero Giovannelli
direttore coro Claudio Maria Micheli
coreografie Eugenio Dura

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