Ossessione di uomo

argot-romaRiccardo Festa porta in scena I quindicimila passi, tratto dal romanzo omonimo di Vitaliano Trevisan. Un viaggio all’interno di una mente affollata di angoscianti ricordi che, per omettere, confessa. Fino all’8 novembre al Teatro Argot Studio.

È sempre complicato trasportare su un palcoscenico le pagine di un romanzo, se poi il libro in questione è I quindicimila passi con cui Vitaliano Trevisan ha vinto il Campiello Francia, allora il caso si fa quasi scommessa.
Riccardo Festa, però, questa scommessa è riuscito a vincerla, incarnando il ruolo del protagonista dell’opera e dirigendo egli stesso lo spettacolo, intimo e destabilizzante per la trama e che trova la giusta rappresentazione nell’accogliente sala del Teatro Argot Studio.
Due comodini, una poltroncina, una grande cornice, che incorpora il contrabbasso suonato da Daniele Roccato, e una valigia contenente alcuni oggetti presentati durante la messinscena formano la scenografia che ci introduce al mondo di Thomas, un mondo fatto di solitudine e manie, come quella di appuntarsi su un taccuino i passi che lo separano da casa al luogo di arrivo e dallo stesso verso casa.
Una conta non sempre esatta (ammesso che lo possa essere), perché i passi impiegati all’andata e quelli fatti per il ritorno non sempre coincidono.
Un passato terribile ha devastato la vita di Thomas, che, durante l’inquietante racconto, ritorna inesorabilmente e si fa più nitido, tanto da spiazzare chi non conosce il romanzo.

Un atto unico che rapisce lo spettatore e lo inchioda allo sguardo fisso del protagonista con la fronte imperlata di sudore. Una storia forte, agghiacciante, che per merito della straordinaria bravura di Festa scuote emotivamente grazie a quel racconto preciso, schizofrenico e ben strutturato che si compone battuta dopo battuta, fino al colpo di scena finale.
L’andamento delle psicosi di Thomas è enfatizzato dal suono potente del contrabbasso, altra voce importante dello spettacolo, che segue inevitabilmente proprio quei passi, oggetto di calcolo della storia. La voce narrante e lo strumento si mescolano, a volte inseguendosi, anticipando e incoraggiando quel pathos proprio di chi, inconsapevolmente si sta confessando.
L’angoscia esistenziale e il male di vivere prendono sempre più forma come in un quadro di Francis Bacon, mentre i brividi sopraggiungono prima degli applausi, tanti, e più di una smorfia è ben visibile sul volto contrito di Riccardo Festa, lì fermo, in quello spazio che si fa sempre più buio.

I quindicimila passi torneranno a calcare la scena fino a domenica 8 novembre, ma continueranno a fare eco nelle orecchie di molti ancora per un po’.

Lo spettacolo è in scena:
Teatro Argot Studio

via Natale del Grande, 27 – Roma
fino a domenica 8 novembre
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.30
(durata 50 minuti circa senza intervallo)

Sycamore T Company presenta
da un’idea di Gian Piero Rotoli
I quindicimila passi
tratto dall’omonimo romanzo di Vitaliano Trevisan
regia Riccardo Festa
con Riccardo Festa, Daniele Roccato
aiuto regia Cecilia Di Giuli
musiche originali Daniele Roccato

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