75 anni dopo, c’è chi non dimentica

Il teatro come memoria collettiva, come rispecchiamento di una comunità. Il senso più profondo di questa forma artistica, tra le più antiche, sul palcoscenico del Giglio di Lucca.

Uno spettacolo e un anniversario – quello ricordato di fronte a una sala affollata per ben due volte nella stessa serata (il primo spettacolo, infatti, è andato sold out e gli interpreti hanno deciso di offrire una seconda replica) – per condividere una storia frutto delle ricerche di Marco Brinzi e agita sulla scena dallo stesso e dall’attrice Caterina Simonelli.
Un avvio contenuto, quasi incredulo, nel tentativo di comprendere i dubbi – eventuali, le emozioni, i pensieri e un minimo senso di colpa per colui che è stato compartecipe e fautore dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.
Simonelli affronta le difficoltà di una giovane giornalista che affronta non solamente l’uomo ma soprattutto l’ideologia che lo ha sostenuto nel compimento di quel massacro – in cui furono trucidate nei modi più diversi centinaia di persone, tra le quali 65 bambini di età inferiore ai 10 anni. Un’ideologia che suddivideva e suddivide il genere umano tra coloro che si collocano sul piedestallo della razza eletta e gli altri, utili se e quando servono e fastidiosi esseri eventualmente da sopprimere quando non si riconoscono nel ruolo loro assegnato dai potenti di turno. Una storia che si ripete, purtroppo, all’infinito; dalle popolazioni indigene del Nord e Sud America alle generazioni di schiavi provenienti dall’Africa e deportati negli Stati Uniti o nelle Antille.
Un confronto, tra Simonelli e Brinzi, che si fa sempre più serrato tra chi nega, oggi, la propria presenza – rivelata però dai documenti casualmente rinvenuti, nel 1994, nel cosiddetto armadio della vergogna – e chi vuole comprendere il passato per rileggere il presente.
Obliare è il termine accarezzato dall’ex SS sul palco e suona tremendamente attuale – esemplare il caso del Cermis: condannare un militare, soprattutto se straniero, in Italia, sembra una fatica che nemmeno Sisifo avrebbe fronteggiato. Le leggi e le regole sembrano fatte ad hoc da coloro che detengono il potere per poter agire in tutto il mondo impunemente. Basti pensare che, nonostante la Cassazione abbia confermato l’ergastolo per l’ufficiale Gerhard Sommer e i sottufficiali nazisti Georg Rauch e Karl Gropler per Sant’Anna, la Procura tedesca ha archiviato l’inchiesta, indicando come – spiace scriverlo – l’unica via per avere giustizia contro i criminali nazisti fosse quella intrapresa dal Mossad, con il rapimento degli stessi nei Paesi ospiti perché fossero presenti in Israele per il processo e la conseguente condanna. Obliare serve anche a cancellare i ricordi intesi come memoria collettiva per aprire la porta alla possibilità di una riproposizione dei medesimi orrori. Emblematiche, a questo proposito, le dichiarazioni della Meloni che rivendica in Giorgio Almirante (noto per i suoi proclami razzisti e antisemiti) una guida illuminante e sicura per il futuro.
E mentre la pacatezza e il diniego cedono il posto alla caparbia della rivendicazione verso un climax che sa di amaro per noi tutti, questo spettacolo è in grado – con asciuttezza esemplare – di ricordare il passato collegandolo però al presente, alla necessità di non dimenticare, di continuare a indagare quei fenomeni che oggi, drammaticamente, ripropongono l’urgenza di valori di civiltà come il rispetto per la dignità umana, l’antifascismo, l’antirazzismo. Uno spettacolo necessario per non sottovalutare i fenomeni che attraversano l’Europa, e non solo, mettendo in contrapposizione coloro che hanno molto e tutti gli altri – ossia coloro che tentano di sopravvivere varcando frontiere o attraversando il Mare Nostrum.
Una bella prova attorale e drammaturgica per uno spettacolo molto fluido, inserito all’interno di una scenografia basic ma pregnante grazie al gioco di luci teso, anche simbolicamente, a illuminare od oscurare i fatti. Un momento di riflessione collettiva, una serata di teatro.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro del Giglio
piazza del Giglio, 13/15 – Lucca
venerdì 20 settembre, ore 21.45

Ich war da – Io ero là
di e con Marco Brinzi
e con Caterina Simonelli

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