Non avrai altro Dio all’infuori di me

Al teatro Out Off è in scena Idoli, il nuovo spettacolo della Carrozzeria Orfeo, una commedia nera malinconica e feroce dedicata alle patologie della contemporaneità.

«Se ti addormenti sotto la neve non la senti la morte che arriva».

Idoli è una commedia nera che muove da un saggio di Umberto Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi.

Il testo è asciutto, privo di giudizio. In scena, solo la condizione umana. Paradossale, tenera, ributtante, senza speranza. Ognuno dei personaggi si adopera con lena per migliorare il proprio stato e segue con ostinazione i propri idoli. Ognuno alle prese con le proprie chimere plastificate. Con i propri abissi di inquietudine. Nessuno è libero.

Arrivismo, conformismo, consumismo, sociopatia, sessomania, culto del vuoto, nichilismo, spudoratezza… Le distorsioni collettive dell’oggi sfilano in un’oscena carrellata di piccoli incubi quotidiani. Siamo sul confine sottile tra ordinarietà e degenerazione.

Quadri scenici cocciutamente atmosferici e carichi di malinconia fanno da contraltare a dialoghi affilati come lame che inesorabilmente svelano, una a una, tutte le derive psicopatologiche dei sette personaggi. A fare da base alla scura sinfonia dei dialoghi, che abbonda di humor nero, una solitudine irriducibile e disperata, mortale eppure così ordinaria. Così inevitabile. Sullo sfondo, echi lontani e glaciali; nostalgia di un senso perduto, di un calore umano sciolto nella freddezza dei legami infetti.

Idoli non è certo il primo spettacolo che affronta i vizi e le patologie contemporanee, ma Carrozzeria Orfeo coglie nel segno e li fotografa con una precisione tale da dare i brividi. Il pathos che crea è cerebrale ed empatico al contempo e raggiunge picchi di forte tensione grazie soprattutto all’interpretazione perfetta degli attori.

Assistiamo sgomenti alle vite dei personaggi zuppe di nevrosi, alle piccole e patetiche illusioni. Sgomenti non tanto per la resa acuminata dei dialoghi, quanto per la carica emotiva dei quadri muti, che tra una scena e l’altra mostrano, delle parole, il sottotesto poetico e disarmante. Complici le musiche minimaliste di Massimiliano Setti e gli effetti luci di Diego Sacchi, perfette piste di decollo per i climax intimisti che costellano lo spettacolo, vere e proprie implosioni emotive.

Molto efficaci gli espedienti scenici: l’uso dei carrelli, che avvicinano e allontanano i due ragazzi indipendentemente dalla loro volontà, poichè a muovere i fili sono le loro stesse patologie. O le carrozzine, da cui i personaggi cercano inutilmente di liberarsi, in un corpo a corpo contro le proprie infermità.

Lo sguardo del testo, finalista al Premio Hystrio per la Nuova Drammaturgia 2011, è oggettivo, ma non privo di tenerezza. A commuovere è l’incapacità dei personaggi di vedersi per come sono: piccoli uomini intrisi di meschinità e miserie morali e affettive. Patetico divario tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere. E ciò che si vorrebbe essere è anch’esso idolo effimero, parziale e incompleto.

Non c’è salvezza, neanche nei sogni.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Out Off
via Mac Mahon, 16 – Milano
fino a domenica 25 marzo
orari: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16.00
Idoli
drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
con Gabriele Di Luca, Giulia Maulucci, Valentina Picello, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
scene Claire Pasquier
musiche originali Massimiliano Setti
luci Diego Sacchi
organizzazione Luisa Supino
disegni e grafica Giacomo Trivellini
produzione Carrozzeria Orfeo / Centro RAT-Teatro dell’Acquario
co-prodotto da Kilowatt Festival

Prossimamente in scena. Danae Festival:
Teatro Out Off
via Mac Mahon, 16 – Milano

martedì 27 marzo, ore 21.00
MK
[IT/Roma]
Il giro del mondo in 80 giorni

venerdì 30 marzo, ore 21.00
Teatropersona [IT/Roma]
Trattato dei manichini

domenica 1° aprile, ore 21.00
Prima Nazionale
Latifa Laabissi [Francia]
Loredreamsong

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