Il barbiere di… Genova

Prosegue la stagione operistica nel capoluogo ligure e questa volta, a essere sponsorizzato e annunciato a gran voce, uno dei titoli forse tra i più noti anche ai “profani” del genere. Ma il rossiniano barbiere, che si prospettava incredibile e perfetto, sorprende

Rossini è Rossini, (quasi) sempre allegro, brioso, movimentato, arguto nelle musiche e nella scelta dei soggetti. Ecco dunque debuttare Il barbiere di Siviglia, commedia in due atti tratta dall’omonima pièce di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, i cui ingredienti sono la grandiosa partitura, il divertente libretto, l’intelligente costruzione narrativa e la teatrale personalità dei protagonisti. Ci sono tutti gli elementi della tavola periodica lirica ma qui pare mancare il preciso ed equilibrato chimico.

Sin dalla nota Sinfonia dell’Overture la direzione del maestro Casellati non convince:  manca di qualcosa, sembra non sviluppare in modo vivace potenza e pare trattenuto, troppo didattico. La direzione inoltre sembra in più casi non riuscire a equilibrare solisti, coro e orchestra con quest’ultima che, spesso, non viene nemmeno superata dai cantanti.

Sul podio vocale troviamo i grandi protagonisti: Rosina (Annalisa Stroppa, Mezzosoprano), il barbiere Figaro (Alessandro Luongo, Baritono) e don Bartolo (Paolo Bordogna, Basso). La Stroppa è davvero un esempio incarnato di belcantismo come emerge dalla sua cavatina Una voce poco fa. Ma non è solo voce, è anche interpretazione tutta personale che dà quel tocco azzardato e fa della fanciulla un personaggio e non una sagoma, una Rosina fresca e giovane che piace, brava! Colpisce Figaro: è potente davvero (forse anche troppo per il pubblico genovese), Luongo prende la famosa Largo al factotum e lo interpreta con personalità, con spirito da cavatina diremmo, brioso e nei gesti e nella voce che non risente del frenetico ma azzeccato modo con cui presenta il protagonista. Sebbene paia in alcuni momenti forse troppo esagerato, lui piace ed è giustamente applaudito. E quindi Don Bartolo, davvero profondo, anche per lui applausi meritatissimi. Se i due protagonisti possono mostrare alcune crepe, Bartolo è perfetto specialmente nella voce.

Rimane il Conte d’Almaviva (Renè Barbera, Tenore), difficile da incasellare: in diversi momenti pare debba dover scaldare la voce prima di raggiungere il giusto livello, buono ma che arriva in parabola ascendente in entrambe gli atti.
Il Conte e Figaro tuttavia superano a pieni voti il duetto All’idea di quel metallo per voce ed interpretazione. Infine, va citato Fiorello (Roberto Maietta, Baritono) protagonista con il coro nell’Introduzione che soddisfa per il ruolo.

Dal punto di vista registico, va citato sicuramente il finale dell’atto I nel quale i protagonisti eseguono il pezzo finale seduti circondati dalle masse corali e immersi nelle scenografie: una scelta che dipinge un quadro in carne e ossa e soddisfa non solo l’orecchio ma anche l’occhio. Lo stesso vale per il finale: colorato, floreale, complesso ma ordinato, un secondo quadro, uno per ogni atto.

Per le scenografie, infine, basta un nome: Luzzati, un nome, una garanzia.
Una messinscena che nel complesso trova più punti di critica che di forza, che cerca di tenere alta l’attenzione esagerando l’aspetto comico (già sufficiente nelle righe del testo). Per Gioachino Rossini e per Il barbiere di Siviglia si poteva dare di più.

«Annodar due cori amanti è piacer che egual non ha»
Coro, Atto II scena 11

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Carlo Felice

passo Eugenio Montale 4, Genova
mercoledì 15, giovedì 16 e venerdì 17 gennaio ore 20
sabato 18, domenica 19 e martedì 21 gennaio ore 15

Il barbiere di Siviglia
Direttore d’Orchestra, Alvise Casellati
Regia, Filippo Crivelli
Scene, Emanuele Luzzati

Con
Alessandro Luongo, Figaro
Annalisa Stroppa, Rosina
René Barbera, Il Conte di Almaviva
Paolo Bordogna, Don Bartolo,
Giorgio Giuseppini, Basilio
Simona Di Capua, Berta
Roberto Maietta, Fiorello
Costumi, Santuzza Calì
Luci, Luciano Novelli
Assistente alla regia, Marco Castagnoli
Assistente ai costumi, Paola Tosti
Allestimento Teatro San Carlo di Napoli
Coro e Orchestra del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro, Francesco Aliberti
Maestro ai recitativi, Sirio Restani
durata circa 170 min con intervallo

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