‘Non c’è pazzo più pazzo al mondo di quello che crede di avere ragione’

teatro-parioli-romaFino al 23 marzo il palcoscenico del Teatro Parioli ospita Il Berretto a sonagli di Luigi Pirandello, nella splendida versione in napoletano di Eduardo De Filippo e sotto la direzione di Luigi De Filippo.

Il sipario si apre e in un allestimento classico di sete e velluti c’è Beatrice, donna gelosissima, certa del tradimento del marito con la moglie del suo scrivano Ciampa, incoraggiata dalla ruffiana ‘Saracena’ a sporgere denuncia al commissariato. Da controcanto, le implorazioni della domestica Nannina, preoccupata per lo scandalo che ne deriverebbe e intenta a far desistere la sua padrona dal suo dissennato proposito. Il tormentato dialogo fra le tre donne stabilisce il conflitto tra desiderio di verità e giustizia e la tutela della reputazione, conflitto che percorrerà i due atti della commedia sino al suo paradossale epilogo.

L’entrata in scena di Ciampa, interpretato dall’atteso e applaudito Luigi De Filippo, presenta l’indiscusso protagonista dell’azione scenica. L’uomo anziano, d’aspetto bonario e atteggiamento dimesso, sfoggia un abile eloquio atto a indagare la psiche del suo interlocutore. Si muove lentamente con gesti piccoli, come lento e faticoso è lo svelamento del suo dramma, ritmato da proverbi e detti popolari: una moglie giovane al suo fianco e la necessaria accettazione, sempre silenziosa e amara, dell’adulterio. La «chiave civile» del suo intelletto è lo strumento più accordato che ne regola il vivere sociale e la tutela del suo «pupo», quel pupazzo da difendere dalla mortificazione dell’insulto. Dietro la difesa dell’onorabilità e rispettabilità per le quali si dice pronto al gesto più estremo, si nasconde la più dolorosa e meschina verità.

La fissità della sua figura si oppone potentemente al movimento nervoso degli altri personaggi, in preda a emozioni e sentimenti conflittuali. Particolarmente brillante l’intervento del commissario Spanò che, nell’articolato resoconto dell’accaduto tra il primo e il secondo tempo, vivacizza l’azione con la sua affettazione verbale e gestuale dai risvolti comici.

Pur in assenza di flagranza, la denuncia minaccia lo scandalo e Beatrice viene esposta al linciaggio verbale in un tutti contro uno. «È stata solo una pazzia», gridano in coro tutti in scena e a nulla vale la solitaria resistenza della donna schiacciata dall’assordante ipocrisia. Ormai determinato a uccidere i due amanti, improvvisamente il volto di Ciampa s’illumina e la soluzione brilla nei suoi occhi: la pazza dovrà trascorrere qualche mese di villeggiatura in un manicomio. I movimenti di Beatrice, vittima del suo stesso gesto, diventano convulsi mentre viene portata via gridando la verità e indicando la condizione di Ciampa con l’inequivocabile gesto della mano.

Tutto si ricompone, ogni sfregio alla rispettabilità è guarito, ogni mormorio messo a tacere nel piacevole trascorrere dei due atti, animati da una compagnia all’altezza delle aspettative sotto una magistrale direzione. Luigi De Filippo replica il fortunato successo della versione di Eduardo, nell’esplosiva comicità napoletana nella quale si traduce, pur originalmente interpretata e ridotta, la cifra del teatro pirandelliano nel suo gioco delle maschere.

Lo spettacolo continua:
Teatro Parioli
via Giosuè Borsi, 21 Roma
fino al 23 marzo
da giovedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00

Il berretto a Sonagli
nella versione in napoletano di Eduardo De Filippo
regia Luigi De Filippo
con Stefania Ventura, Stefania Aluzzi, Francesca Ciardellio, Giorgio Pinto, Vincenzo De Luca, Claudia Balsamo, Marisa Carluccio
scene e costumi Aldo Buti

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