«Non c’è più pazzo al mondo di chi crede d’aver ragione»

A cento anni dalla sua creazione va in scena al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara Il berretto a sonagli di Pirandello in una tragicomica versione rivisitata da Valter Malosti.

Il testo originale dell’opera pirandelliana A birritta cu’ i ciancianeddi, composto in dialetto siciliano per l’attore comico Angelo Musco, è stato da questi riadattato e abbreviato per la prima messa in scena. Pirandello tradusse l’opera originale e pubblicò anni più tardi solamente la versione in italiano. Malosti si confronta con l’opera pirandelliana partendo da una rilettura della versione originale, da cui riprende elementi dialettali oltre a ruoli e scene modificati nella successiva opera in italiano.

Il risultato è una rappresentazione resa più autentica, ma al contempo cruda e grottesca, animata da una ritmica frenetica e scomposta, trascinata dalla gestualità e dalla lingua siciliane. Lo spettacolo assume ancora di più le caratteristiche di una «farsa nera», un racconto tragicomico dove verità e convezioni sociali si scontrano degenerando nel caos più assoluto.
L’opera di Pirandello è tratta dalle due novelle La verità e Certi obblighi, dai cui titoli si può già intuire il tema affrontato: Beatrice Fiorica, moglie tradita ed esasperata, è pronta a denunciare il marito e la sua amante, ordendo insieme all’ambigua Saracena una complicata trama per farli cogliere in flagrante. Ciampa, scrivano del cavalier Fiorica e marito becco, è da lungo tempo a conoscenza della tresca tra la moglie e il proprio padrone, ma è al contempo lucidamente consapevole della necessità di mantenere il decoro dettato dalle convenzioni sociali. Sarà lui, al termine della vicenda, a suggerire a Beatrice la pazzia come evasione dalle convenzioni sociali, una volta che queste saranno state infrante dallo scandalo.

La narrazione è trascinata dall’impetuosa protagonista femminile Beatrice, impersonata da un’adrenalinica Roberta Caronia, affiancata da personaggi femminili minori ma perfettamente delineati e altrettanto irruenti (impossibile non farsi catturare dall’esilarante volgarità della Saracena o dalla smodata teatralità della domestica Fana). Accanto si muovono personaggi maschili deboli e meschini, dal fratello di Beatrice, Fifì, dedito al gioco e poco solidale con la sorella sofferente, al delegato Spanò, patetico ed insicuro funzionario statale. Su questi personaggi maschili si staglia la figura di Ciampa, controverso co-protagonista interpretato con maestria da Valter Malosti, che appare dapprima come un uomo sottomesso, dal ruolo secondario, ma che in seguito prende in mano le redini della scena.

L’interpretazione di Malosti accentua il carattere sornione del personaggio di Ciampa e quindi la sua furia e la violenza finali: memorabile è la scena in cui, stravolto dall’ira del disonore e dalla follia, si presenta spiritato al centro del palco, con la capigliatura arruffata e un’accetta in mano, pronto a fare una strage per sfuggire all’onta di uno scandalo. Ma sopraggiunge infine una fredda lucidità a suggerire la soluzione e ancora una volta la «corda civile» prende il sopravvento sulla «corda pazza».
Così Ciampa, passando a Beatrice il «berretto a sonagli della pazzia», ci rammenta che non ci vuole nulla a fare i pazzi, basta «gridare in faccia a tutti la verità».

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Comunale Claudio Abbado
Corso Martiri della Libertà, 5 – Ferrara
24 e 26 novembre ore 21, 25 novembre ore 15
durata 100 minuti senza intervallo

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti

via Pier Lombardo, 14 – Milano
da martedì 21 a domenica 26 febbraio 2017
martedì e sabato ore 20.30, mercoledì e venerdì ore 19.45, giovedì ore 21.00, domenica ore 16.00

Il berretto a sonagli
di Luigi Pirandello
adattamento e regia Valter Malosti
con Roberta Caronia, Valter Malosti, Paola Pace, Vito Di Bella, Paolo Giangrasso, Cristina Arnone, Roberta Crivelli
luci Francesco Dell’Elba
scene Carmelo Giammello
costumi Alessio Rosati
macchinista e direttore di sala Gennaro Cerlino
assistente alla regia Elena Serra
assistente ai costumi Michela Pagano
realizzazione costumi Laboratorio Nuvia Valestri
sarta di compagnia Aurora Damanti
parrucche Mario Audello
produzione Teatro di Dioniso con il sostegno del Sistema Teatro Torino

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