Una pacchia di spettacolo

Enrico Montesano porta sul palcoscenico del Sistina uno dei suo personaggi più amati dal pubblico: Il Conte Tacchia, liberamente tratto dal film di Sergio Corbucci e riscritto dallo stesso attore romano con Gianni Clementi. In scena fino al 25 marzo.

Sui sampietrini bagnati dalla pioggia di via Sistina, si alternano diverse carrozze trainate da cavalli bianchi e neri e al loro interno alcuni dei protagonisti della versione teatrale de Il Conte Tacchia, che scendendo salutano fotografi, giornalisti e parte di quel pubblico in attesa della prima, che si è tenuta il 22 febbraio scorso. Sono trascorsi quasi trentasei anni da quando in Italia uscì la pellicola cinematografica diretta da Sergio Corbucci con protagonista lo stesso Enrico Montesano, a quei tempi già popolare grazie a tanti personaggi di successo portati sul grande schermo.
Francesco (Checco) Puricelli, soprannominato appunto Il Conte Tacchia, per via delle zeppe di legno poste sotto i mobili per non farli traballare, è in realtà un personaggio realmente esistito, ispirato ad Adriano Bennicelli, vissuto tra il 1860 e il 1925, diventato, per merito dell’interpretazione di Montesano, un’altra famosa maschera dopo quella di Rugantino e de Il Marchese del Grillo, che lo stesso Enrico ha portato sul palcoscenico con grande seguito.

La storia a teatro ha subìto delle modifiche, considerando anche l’età anagrafica del protagonista, che pur interpretando lo stesso identico ruolo, ci mostra anche un ideale sequel. Checco, infatti, dall’America ritorna nella sua bella Roma alla ricerca di Fernanda e come per magia rivive tutto quel periodo in cui, pur essendo figlio di mastro Alvaro, falegname di umili origini, si divertiva a girare con abiti aristocratici frequentando soprattutto la dimora del Principe Terenzi. Rivivono così anche questi due grandi personaggi della sua vita, interpretati nel film da Paolo Panelli (suo padre anche in altre commedie) e Vittorio Gassman, sulla scena omaggiati rispettivamente da Andrea Pirolli e Giulio Farnese; il loro è un compito arduo, ma nell’insieme il risultato è buono, seppur nelle orecchie resta l’eco delle inconfondibili voci dei due grandi predecessori. Ben riuscita la scena della grande abbuffata, in cui Alvaro e il Principe muoiono con gli spaghetti in bocca, e per questo applaudita calorosamente.
Giorgio De Bortoli è invece Ninetto, Elisabetta Mandalari ricopre il ruolo di Fernanda, Monica Guazzini la Duchessa, mentre Benedetta Valanzano è la Duchessina Elisa. Accanto a suo padre recita anche il bravo Michele Enrico Montesano, tra l’altro somigliantissimo all’attore e regista, nel ruolo di Lollo D’Alfieri. Tutti i personaggi indossano costumi dell’epoca, realizzati con cura da Valeria Onnis.

Il Conte Tacchia si muove tra le interessanti scenografie di Carlo De Marino, che ha ricostruito la piazza principale dove si aprono negozi e portoni, nascosti quando il quadro lo richiede, dal viale alberato del Lungotevere proiettato su una parete velata. Il contesto è inoltre rallegrato dalla presenza dei popolani, ovvero da un corpo di ballo formidabile, in cui spiccano i salti acrobatici del bravo Manuel Mercuri.
Le battute presenti nel testo sono sicuramente più colorite: se per esempio i letti, nel film, secondo Checco servivano per riposare, qui son fatti per «insifonare», non mancano inoltre riferimenti all’attualità, seppur mascherati; quando, sempre Checco, racconta di un uomo conosciuto in America col ciuffo biondo c’è un chiaro riferimento all’attuale Presidente degli Stati Uniti e alla politica, sempre presente in modo sottile nei copioni di Montesano.
Un testo che invece non è stato alterato è quello della canzone Ansai che pacchia, sulle musiche originali del Maestro Armando Trovajoli a cui si aggiungono nuove canzoni scritte appositamente per la commedia dal Maestro Maurizio Abeni.
Il Conte Tacchia allieterà le serate di quanti vorranno rivivere una bella commedia senza tempo fino al 25 marzo al Teatro Sistina, tempio del bel musical e dell’intramontabile romanità.

Lo spettacolo continua:
Teatro Sistina

via Sistina, 129 – Roma
fino a domenica 25 marzo
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00, mercoledì 14 e 21 marzo ore 17.00
(durata 2 h e 30 minuti intervallo escluso)

Thalia Produzioni presenta
Il Conte Tacchia
di Enrico Montesano, Gianni Clementi
regia Enrico Montesano
con Enrico Montesano, Giulio Farnese, Giorgio De Bortoli, Andrea Pirolli, Monica Guazzini, Elisabetta Mandalari, Benedetta Valanzano, Michele Enrico Montesano, Roberto Attias, Tonino Tosto, Sergio Spurio,
Giacomo Genova, Gerry Gherardi, Ambra Cianfoni, Francesca Rustichelli
solisti Valentina Bagnetti, Michela Bernardini, Saria Cipollitti, Annalisa D’Ambrosio, Viola Oroccini, Silvia Pedicino, Manuel Mercuri, Kevin Peci, Federico Pisano, Giuseppe Ranieri, Sebastiano Lo Casto, Rocco Stifani
musiche Maurizio Abeni
produzione esecutiva Valentina Mauro, Teresa Trisorio
luci Luca Maneli
suono Dario Felli
coreografie Manolo Casalino
costumi Valeria Onnis
scene Carlo De Marino

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