Shakespeare non ha scritto tutto

La compagnia Testi Mobili apre la rassegna I sogni nel cAssetto, realizzata dall’associazione Assetto in collaborazione con il Teatro allo Scalo di Roma e interamente dedicata all’improvvisazione teatrale, con uno spettacolo che racconta comici retroscena del Romeo e Giulietta.

L’idea di Tom Stoppard di fare di due personaggi shakespeariani secondari i protagonisti di una commedia, Rosencrantz and Guildenstern are dead (Rosencrantz e Guildenstern sono morti), diventata poi un godibilissimo film Leone d’Oro a Venezia), è alla base della performance di improvvisazione teatrale della compagnia Testi Mobili, che ha come motto “Shakespeare non ha scritto tutto”.

Ne Il destino dei secondi è il pubblico stesso a estrarre a sorte i due personaggi secondari, uno maschile e uno femminile, fra i molti del Romeo e Giulietta, di cui gli attori devono mettere in scena le vicende non raccontate dal Bardo. Due personaggi, due aggettivi che ne esemplificano i temperamenti e un luogo – sempre sorteggiati dagli spettatori – sono le fondamenta su cui si costruisce tutta l’improvvisazione, che procede con ritmo incalzante per un’ora e mezza, intervallata soltanto da tre scene riprese fedelmente dall’originale shakespeariano.

L’improvvisazione teatrale, la cui massima espressione è la Commedia dell’Arte – ma che caratterizza da sempre il teatro di matrice popolare, da Aristofane all’avanspettacolo – pretende da chi la pratica grande perizia tecnica, fantasia acuta, accentuata sensibilità, prontezza di riflessi e una straordinaria capacità di ascoltare il pubblico e i compagni di scena per ricreare ogni volta con essi un nuovo equilibrio. Stiamo quindi parlando di una forma di teatro che richiede una lunga preparazione, ma anche un talento innato. Queste premesse spiegano perché non sia una strada molto battuta sulla scene, e rendono onore a chi decide di percorrerla.

Ai Testi Mobili sono senza dubbio da riconoscere il coraggio di questa scelta e il grande e continuo esercizio che essa comporta, di cui purtroppo però rimane sul palco una traccia fin troppo evidente.

Benché si assista a una serie di performance di autentici professionisti del genere – molte delle improvvisazioni che si susseguono ne Il destino dei secondi rimangono a un livello di allenamento, di studio, di esercitazione, senza raggiungere mai fluidità, coerenza e uniformità, senza quindi diventare uno spettacolo compiuto. Nonostante gli attori in scena sappiano catalizzare l’attenzione dello spettatore, quello che si vede rischia di essere poco interessante, perché segue idee partorite sul momento che forse all’inizio strappano una risata, ma che si consumano quasi immediatamente.

Ci si chiede inoltre perché non siano state più curate le tre scene tratte da Shakespeare, visto che, essendo stabilite già in partenza, potevano diventare anch’esse un buon punto di appiglio per l’improvvisazione, invece di restare tre inserti non integrati con il resto della performance.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro allo Scalo
Via dei Reti, 36 – Roma
fino a venerdì 17 giugno, ore 21.00

La compagnia Testi Mobili presenta
Il destino dei secondi
con Francesca Ciaralli, Umberto Cesaro, Cristiana De Maio, Fabrizio Lobello, Luigi Lescarini, Patrizio Cossa
coordinamento Giorgia Giuntoli

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