Al Teatro Trastevere va in scena fino al 3 ottobre, Camere con crimini, commedia brillante scritta da Sam Bodrick e Ron Clark, per la regia di Francis Gatti.

Ciò che affascina di più del nuovo programma del Teatro Trastevere è l’eclettismo: si va dal debutto tenebroso de Lo strano caso del Dott. Jekyll e del Signor Hyde, alla comicità fresca e brillante di Camere con crimini, in una evoluzione stilistica e linguistica caleidoscopica, che sfugge a tutti gli schemi interpretativi.

In una fluida scrittura scenica – costruita attorno all’esilarante ricerca dell’omicidio come soluzione alle proprie pene amorose – si snoda il piano narrativo di una coppia in crisi e un amante onnipresente che cerca in tutti i modi di porre fine al “gioco a tre”, ipotizzando la dipartita del marito. La morte come salvatrice – che riesce a risolvere tutti i problemi e le contraddizioni del rapporto di coppia e dell’adulterio – che la penna di Sam Brodick e Ron Clark dipinge con tale maestria da sdoppiarsi: immaginando, prima, che la coppia scoppiata ritorni in sé e progetti ora di uccidere l’amante dentista trovato a letto con la sua segretaria; e come delirio finale, i due uomini “traditi” dalla donna per cui avevano deciso di sacrificare la propria libertà e incolumità, alleati per sopprimere la vergogna della sua scappatella con il suo maestro di autostima.

In un ginepraio in cui tutti tradiscono tutti e, quindi, anche la capacità di amare ed essere se stessi, la spassosa elaborazione di un delitto perfetto segna tutta la messa in scena, grazie soprattutto a una regia scrupolosa – sebbene a volte didascalica – e capace di caratterizzare puntualmente le discrasie dei vari personaggi, facendo emergere tutta la loro parossistica fragilità, il non detto, i lati oscuri che si celano dietro l’apparente normalità – carica di frustrazioni. L’elementare scenografia: la classica, squallida stanza d’albergo dove consumare fugaci incontri; le luci fisse, calibrate e attente a non far sfigurare il chiaroscuro psichico degli attori; una recitazione pulita e mai volgare, oggettivamente pronta a far risaltare il lato
divertente; e il tragicomico dialogo di tre coscienze alle prese con i propri fantasmi e la grottesca lotteria dell’omicidio rappresentano l’osmosi perfetta tra la fissità scenica, la circolare presenza gestuale degli attori, il taglio trasversale delle luci – che simboleggia la radicale incomunicabilità delle relazioni odierne – e l’amplificazione tragicomica di una società sempre più grottesca e perduta nella propria intimità.

Certo far riflettere attraverso la risata è molto difficile. A prima vista, Camere con crimini può sembrare un esercizio di stile, la classica commedia all’americana fatta di equivoci, tripli giochi, inganni e sotterfugi col famigerato happy ending. Ma andando più a fondo, si coglie tra le righe l’annosa questione di cosa stiamo diventando, cosa sta succedendo nell’animo umano, che tipo di comunicazione passa attraverso le coscienze, i bisogni e i desideri dell’uomo contemporaneo.

Ciò che può sembrare un gioco infantile – eliminare anche fisicamente ciò che ci disturba e impedisce la nostra piena felicità – può in realtà celare un pericolo ben maggiore. L’omicidio diviene il passatempo per evitare di non guardarsi allo specchio.

Lo spettacolo continua:
Teatro Trastevere – Associazione culturale
Via Jacopa dé Settesoli, 3 – Roma
Da mercoledì 29 settembre a domenica 3 ottobre
Orari: da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00

Camere con crimini
di Sam Bodrick e Ron Clark
regia di Francis Gatti
con Francesco Nannarelli, Paola Gatti, Francesco Di Pinto

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