Cederà al Dio d’amore, dell’armi il rio furore

La stagione dell’opera lirica al Teatro Don Bosco apre i battenti con Il flauto magico, capolavoro rivoluzionario di Mozart.

Die Zauberflöte, ovvero Il flauto magico, venne rappresentato per la prima volta nel 1791 presso il Theater auf der Wieden di Vienna, all’epoca diretto dall’autore del libretto Emanuel Schikaneder che commissionò a Wolfgang Amadeus Mozart quella che era destinata a diventare un monumento della cultura occidentale. Innumerevoli gli elementi che fanno di quest’opera qualcosa di rivoluzionario, nella stessa misura in cui apparse così stravagante e anomala ai tempi della sua realizzazione, quasi riflettesse lo spirito dell’avvenente modernità che stava alimentando le storiche rivoluzioni di fine Settecento. Basti pensare che persino il pubblico aristocratico della Vienna asburgica non fece fatica ad accettare un testo che non fosse nella canonica lingua destinata alla lirica, ovvero l’italiano, ma nella loro lingua, il tedesco; oltretutto, si tratta di un’opera che in maniera evidente affondava le radici nel folklore mitologico-pagano, nei racconti popolari, persino nella tradizione secolare della favole per bambini. Qui, l’irriverenza e l’estro geniale di Mozart traspare in maniera potente: una trama non razionalmente solida, ma invasa dall’atmosfera del sogno e della fantasia. In base a tale doverosa premessa, non possiamo che lodare la scelta dell’ Alfa Musicorum Convivium di aprire la stagione 2012/2013 al Teatro Don Bosco proprio col capolavoro mozartiano; sappiamo bene che il Teatro Don Bosco sopperisce a una mancanza grave del territorio del comune di Roma, dove sarebbe stato assente un luogo popolare e accessibile alla gente comune nel quale poter assistere all’Opera classica. La prerogativa della programmazione del Teatro Don Bosco, ma anche della compagnia che giunge alla sua V edizione di proposta lirica in questo teatro di periferia, è proprio la scelta di Mozart: portare l’arte alla gente, coinvolgere il pubblico comune regalando uno spettacolo a suo modo divertente e frizzante, che non rinuncia mai a farsi portatore di messaggi anche significativi e importanti. Infatti, Il flauto magico suona ancora oggi come un inno alla pace e all’amore, ma anche all’immaginazione e alla fiaba, tanto che la messa in scena diretta da Mary Ferrara e le scenografie di Anna Maria Recchia rimandano al mondo della magia infantile, soprattutto grazie all’ausilio degli splendidi quadri di Paola Senesi, proiettati sul fondali e messi in esposizione nel foyer. Sempre per la volontà di rendere l’opera più accessibile al grande pubblico (nonché a quello composto da giovanissimi per i quali sono state organizzate delle rappresentazioni ad hoc), si è optato per una resa dei recitativi senza accompagnamento e molto più spontanei e anche comici e buffi (pensiamo a uno dei protagonisti principali che è Papageno); l’orchestra diretta da Christian Starinieri è come sempre impeccabile e professionale, e stesso dicasi degli ottimi interpreti, dal grande leader della compagnia Alessio Magnaguagno nei panni di Sarastro, alla Regina della Notte Fausta Ciceroni, a Tamino e Pamina interpretati da due ottimi Emin Alexperov e Simonida Miletic. Stesso dicasi per Papageno e Papagena, Fabrizio Sbriglione e Federica Gibilisco, che ci regalano un duetto straordinario. Come sempre, perciò, un’occasione unica, per inaugurare un anno di grande lirica per tutti.

Lo spettacolo continua:
Teatro Don Bosco
via Publio Valerio, 63 – Roma
fino a sabato 27 ottobre, ore 21.00

Alfa Musicorum Convivum presenta
Il flauto magico
di Wolfgang Amadeus Mozart
regia Mary Ferrara
con Emin Alexperov, Fausta Ciceroni, Alessio Magnaguagno, Simonida Miletic
direttore Christian Starinieri

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