Teatro intimo

Al Teatro Carcano di Milano, Tato Russo porta in scena una meritevole riscrittura teatrale di una delle più note opere letterarie di Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal.

Oltre che lodevole nella duplice parte di Mattia Pascal e di Adriano Meis, Russo ha avuto il grande merito di riuscire a portare in scena un testo letterario mantenendo, nella sua riscrittura, la drammaticità e, non meno, la tragicità del dramma che investe il protagonista dell’opera. Stando in platea e vedendo lo spettacolo prendere forma pian piano, sembra davvero di essere comodamente seduti – magari a fianco di un caminetto colmo di legna scoppiettante – ad assaporare il testo nella solitudine della lettura. Una vera e propria sensazione di intimità che pervade fino alla fine.

Una voce fuori campo poi, dal tono caldo e profondo, ci trasporta immediatamente – e più volte nel corso della rappresentazione – in atmosfere tipicamente pirandelliane, fatte di incognite, di ombre e di luci: elementi fondamentali che scandiranno tutto il corso dello spettacolo, sottolineando momenti drammatici e agnizioni. Atmosfere talvolta sfuggenti, altre così dense da dare una sensazione di soffocamento, abbracciano una serie di personaggi che, di volta in volta, assumono ruoli e caratteristiche diverse.

Un cast davvero affiatato che mette in scena la perdita dell’identità, la morte e poi la rinascita di un uomo che fa propria un’identità fittizia la quale, nonostante tutto, non gli permette di essere – essere libero, essere di fronte agli altri, essere un individuo sociale.

Non mancheranno i precisi ma sfuggenti rimandi a tutta la produzione di Pirandello: l’utilizzo delle maschere come simbolo dell’identità che ognuno è a seconda di chi si trovi di fronte, lo specchio dei Sei personaggi in cerca d’autore. Una commedia, quindi, che pare quasi un tributo al grande scrittore, per rendergli omaggio e per sottolinearne l’attualità.

E così come testo teatrale e testo letterario cominciano, allo stesso modo terminano, lasciando nello spettatore il medesimo gusto amaro di chi perde la consapevolezza di qualsiasi certezza.

D’altro canto, “la vita o si vive o si scrive, io non l’ho mai vissuta, se non scrivendola”.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Carcano

corso di Porta Romana, 65 – Milano

fino a domenica 27 marzo

Il fu Mattia Pascal
versione teatrale di Tato Russo dal romanzo di Luigi Pirandello
regia e interpretazione di Tato Russo
scene di Uberto Bertacca
costumi di Giusi Giustino

musiche di Alessio Vlad

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