Quel che resta della Riforma protestante dopo 500 anni

Il giorno di Dio: uno spettacolo per descrivere l’eredità del luteranesimo e riflettere su grandi temi esistenziali, in scena all’Arena del Sole di Bologna.

Coprodotto dal Teatro di Roma, Emilia Romagna Teatro Fondazione e lo Stadttheater di Klagenfurt in Austria dove ha debuttato il 5 ottobre 2017, Il giorno di un Dio arriva a Bologna, dopo aver toccato il Teatro Argentina di Roma (recensione).
Lo spettacolo prende le mosse da un importante fatto storico: secondo i più, il 31 ottobre 1517 Martin Lutero affisse alla porta della Chiesa del Castello di Wittenberg le sue 95 tesi contro la pratica delle indulgenze. A partire da quel momento, la religione cattolica -e l’Europa con essa – non fu più la stessa e l’intento del regista Cesare Lievi volge a indagare in che modalità questo importante evento storico che influenzò l’epoca moderna possa essere arrivato fino a noi oggi e con quali ripercussioni.

Per far sì che questo accada, a metà tra l’onirico e l’ipotetico, le scene di Maurizio Balò descrivono mondi distaccati ma legati internamente. Lievi infatti costruisce lo spettacolo su dodici livelli differenti, dodici scene associate drammaturgicamente ma distinte nel rappresentare diverse situazioni dell’uomo di oggi.
I grandi interrogativi esistenziali muovono la fantasia del regista che si interroga sul senso dell’esistenza e sul rapporto dell’uomo con la fede che può portare anche al fanatismo o all’intolleranza. Particolarmente evocativa in tal senso la scena dell’ascesa al cielo delle scimmie tramite scale verticali che salgono verso l’alto: l’uomo anela davvero ancora oggi alla conoscenza del divino, a trovare un senso alla vita esperendo qualcosa di celestiale?
Lutero è presente nei diversi quadri dello spettacolo anche, e soprattutto, in alcuni casi tramite la potenza del linguaggio: azzeccata la scelta di mettere in bocca agli attori parole tedesche per descrivere leggi e tesi da rivalutare, smontare, mettere in discussione o forse accantonare definitivamente. La parola riveste ancora una sua importanza ma, nell’ottica di Lievi, quella scritta invece è in forte decadenza, come illustra la scena degli uomini bardati in tute bianche da capo a piedi che raccattano da terra pagine di libri ormai dimenticati, evocando un passato fin troppo lontano.
Uno spettacolo ben orchestrato e ben assortito nonostante la densità degli argomenti trattati, resi sempre piacevoli e ben esplicati grazie all’empatia dei singoli membri del cast, composto da attori italiani e tedeschi.

Lo spettacolo è andato in scena
Arena del Sole di Bologna
Via dell’Indipendenza, 44
da venerdì 2 a domenica 4 febbraio 2018
venerdì ore 21.00, sabato ore 19.30, domenica ore 16.00

Il giorno di un Dio
scritto e diretto da Cesare Lievi
dramaturg Sylvia Brandl, Philine Kleeberg
traduzione per la parte in tedesco Hinrich Schmidt-Henkel
con (in o. a.) Hendrik Arnst, Valentina Bartolo, Maximilian Brauer, Bea Brocks, Paolo Garghentino, Irene Kugler, Graziano Piazza, Alvia Reale
musica e musica originale Mauro Montalbetti
scene Maurizio Balò
costumi Birgit Hutter
disegno luci Cesare Agoni
produzione Stadttheater Klagenfurt, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione
spettacolo in lingua italiana

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