Tra apparenza e verità

Alberto Oliva debutta al Teatro Libero di Milano, ricreando la magia della Laguna veneziana con forti accenti contemporanei.

Continua il sodalizio artistico che lega il giovane regista Alberto Oliva all’attore Mino Manni e, questa volta, i due si confrontano con un classico senza tempo, ovvero Il Mercante di Venezia.

Il capolavoro shakespeariano viene rivisitato, partendo dal punto di vista di un gruppo di giovani veneziani in cerca di futuro – proprio come i giovani di oggi, costretti a una vita precaria e a un equilibrio instabile e fluttuante come le navi in Laguna.

Per salvare i loro sogni, i ragazzi cercano l’evasione e Bassanio la trova a Belmont, un’isola fantastica, dove vive la bella Porzia, della quale è perdutamente innamorato. Questo luogo utopistico è simulacro insieme di felicità e sensualità, e rimanda alle odierne fiction televisive; mentre l’indovinello che Porzia rivolge ai suoi pretendenti – e il cui premio consiste nell’offrire il proprio amore e un destino di moglie – ricorda i quiz televisivi nostrani che elargiscono ricchi premi.

I giovani che popolano questo mondo non si riconoscono né in valori profondi, né in ideologie certe, ma sentono unicamente un forte bisogno di appartenere a un gruppo o a un’etichetta, “marcando il proprio territorio” attraverso la discriminazione del diverso. Non sarà un caso, quindi, che alle loro identità confuse e superficiali si contrapponga la decisa e matura personalità di Shylock, un ebreo – usuraio perché costretto dalle leggi del tempo – che affronta dignitosamente la propria condizione nonostante sia deriso e offeso a causa della fede professata – che lo rende, appunto, un diverso.

Come da copione, Shylock si prenderà una piccola – ma bizzarra – vendetta nei confronti della società antisemita e chiusa nella quale è costretto a vivere, concedendo un prestito al giovane Antonio e chiedendogli, in caso non possa ripagarlo, una libbra di carne in cambio. Al termine dei tre mesi pattuiti, Antonio, purtroppo, non sarà in grado di saldare il debito – in quanto avrà perso, nel frattempo, tutti i suoi risparmi, naufragati insieme alle sue navi e alle sue velleità.

E come da copione, Shylock pretenderà che sia rispettato il contratto stipulato e, per questo, si rivolgerà alla giustizia – degli uomini. Ma nel corso del processo, come troppo spesso avviene ancora al giorno d’oggi, le identità si confonderanno e la giustizia si travestirà per poter trasformare “moneta buona” in falsa ed emettere l’ennesima sentenza su misura.

Uno spettacolo più che mai attuale, dove molteplici maschere nascondono il volto crudele dell’esistenza – ieri come oggi. Allo spettatore resta il dubbio di chi sia realmente il mercante e chi l’ebreo ma, soprattutto, del perché il mondo si faccia così spesso ingannare dalle apparenze.

Lo spettacolo continua:
Teatro Libero
via Savona, 10 – Milano
fino a domenica 9 dicembre
orari: da lunedì a sabato, ore 21.00 – domenica. ore 16.00

Il Mercante di Venezia
di William Shakespeare
regia Alberto Oliva
con Mino Manni, Stefano Cordella, Francesco Meola, Davide Palla e Valeria Perdonò
scene e costumi Guido Buganza
musiche Bruno Coli
produzione Il Contato del Canavese / I Demoni / Compagnia Teatro Libero

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