Il piacere di laurearsi

Dall’età della pietra all’era di facebook, fra toy boys e sex toys, appuntamento al Teatro dei Satiri per una divertente Storia del piacere “al femminile”.

Una tesi di laurea molto particolare. Una candidata dalla comicità travolgente e esplosiva. Una commissione sui generis e una carrellata di sketch esilaranti sulle differenze fra uomo e donna – dalla preistoria e dai graffiti sulle pareti delle grotte, passando per l’agorà greca e le terme della Roma Imperiale, fino ad approdare all’era di Internet.

Questo, in breve, Il piacere è tutto mio, il nuovo spettacolo della partenopea Barbara Foria in programma fino al 27 marzo, diretto da Gianluca Ansanelli e scritto dalla stessa protagonista con la collaborazione di Luciano Recano, Max Orfei e Stefano Vigilante.

Di fronte all’implacabile giudizio delle sagome cartonate di Vittorio Sgarbi, Daniela Santanchè e Mara Maionchi, fasciata in una tuta nera e avvolta in un boa di struzzo fucsia – un po’ scugnizza e un po’ kitsch, strizzando l’occhio a Samantha Jones di Sex and the City – la bionda Barbara ripercorre la Storia del piacere – quella accademica, con la S maiuscola – dal punto di vista femminile – concentrando il monologo su temi da sempre simbolo delle voluttà muliebri: sesso, arredamento, gioielli e accessori. In altre parole: lo shopping, condito dalle spassose avventure delle due specie di femmine esistenti – le “vetrinensis” e le “mercatensis” – e last but not least, l’arte dell’ “inciucio”, ossia il pettegolezzo che ha il potere di rendere le ragazze di ogni età e provenienza più: «belle, radiose, con gli occhi luccicanti e la pelle di pesca», come reduci da un amplesso. E, in più, se la donna contemporanea non riesce a permettersi un toy boy, niente paura, ci sono i sex toys: nuovi ritrovati di tutte le forme e le dimensioni che assicurano il piacere e che Barbara presenta al pubblico – sfidando e infrangendo ogni tabù.
Lo spettacolo della Foria è, tuttavia, anche una sorta di dichiarazione d’amore per l’universo femminile, una dimostrazione “scientifica” di quanto il nostro mondo sia colorato, complicato e, a volte, disperato, ma anche più eccitante di quello degli amati-odiati uomini, il cui pensiero viaggia lento come: «un carretto della Basilicata tirato da un ciuccio» – a differenza di quello del “sesso debole”, paragonato a un’autostrada a più corsie che s’intersecano fra loro…

E bisogna proprio dire che la vita della donna contemporanea – indipendente, con un buon lavoro e delle amiche di “salvataggio” – sarebbe perfetta se solo non fosse per un piccolo particolare: l’amore… che tutte desiderano ma che poche trovano e, spesso, con risultati a dir poco disastrosi.

Se non bastasse, nel corso della sua performance Barbara Foria interagisce con gli spettatori in sala (prendendo di mira soprattutto gli uomini), che devono essere pronti a lasciarsi coinvolgere in intermezzi a sorpresa e totalmente improvvisati, nei blitz della bionda comica fra le file del pubblico e, perfino, accettare di essere invitati sul palcoscenico.

Dopo il successo di Questo matrimonio non sa … d’affare torna così, in un esilarante viaggio nel tempo, un’attrice tutta da scoprire e ri-scoprire.

Lo spettacolo continua:
Teatro dei Satiri
Sala Gianni Agus
via di Grotta Pinta 18 – Roma
fino a domenica 27 marzo
orari: dal martedì al sabato alle ore 21:00 (domenica alle ore 18:00, lunedì riposo)

Il piacere è tutto mio
testi Barbara Foria, Max Orfei, Luciano Recano e Stefano Vigilante
regia Gianluca Ansanelli
consulenza scenografica Davide Dormino
www.teatrodeisatiri.it

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