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Il racconto dell’anima – Francesco Petrarca e Giacomo Leopardi

Il racconto dell’anima – Francesco Petrarca e Giacomo Leopardi, articolo di "Claudia Schirripa" su Persinsala Teatro
mercoledì , 20 giugno 2018
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Il racconto dell’anima – Francesco Petrarca e Giacomo Leopardi
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Nel foyer del Teatro Carcano è un po’ come tornare a scuola. Una lezione-spettacolo sul tema amoroso e lirico in Petrarca e Leopardi getta nuova luce sui due poeti. La prova che si possa portare la poesia a teatro con successo la si è avuta nel secondo appuntamento del Progetto Letteratura Italiana curato e realizzato …

La bisbetica domataNel foyer del Teatro Carcano è un po’ come tornare a scuola. Una lezione-spettacolo sul tema amoroso e lirico in Petrarca e Leopardi getta nuova luce sui due poeti.

La prova che si possa portare la poesia a teatro con successo la si è avuta nel secondo appuntamento del Progetto Letteratura Italiana curato e realizzato dall’attore Massimo Loreto.

Nel foyer del Carcano gremito di un pubblico deliziosamente eterogeneo – studenti, qualche professore, ma anche tanti semplici appassionati di ogni età – è accaduto qualcosa di straordinario. In poco più di un’ora e mezza è stata analizzata la tematica amorosa in due grandi della poesia: Petrarca e Leopardi. Per il primo sono stati presentati sei sonetti dal Canzoniere – in ordine di apparizione: Oimé il bel viso, oimè il soave sguardo, Se lamentar augelli, o verdi fronde, Levommi il mio penser in parte ov’era, Gli occhi, di ch’io parlai sì caldamente, I’vo piangendo i miei passati tempi, Voi, c’ascoltate in rime sparse il suono – mentre per il Cigno di Recanati estratti da Il pensiero dominante e La ricordanza, la celeberrima A Silvia e A se stesso.

L’approccio iniziale a ogni componimento è assolutamente didattico: a ogni partecipante sono fornite fotocopie dei brani grazie alle quali si può seguire agevolmente la parafrasi e l’ analisi del testo contestualizzato nella vita e nell’opera dell’autore. Anche se l’atmosfera è distesa e familiare si ha la netta sensazione di essere tornati dietro i banchi di scuola: vengono evidenziati i costrutti, i latinismi, si ha a che fare con analisi logiche rigorosissime e ricostruzioni etimologiche. Sia ben inteso: qualitativamente nulla a che vedere con le lezioni di liceale memoria. Qui si capisce immediatamente di avere davanti uno studioso di grande livello e rara sensibilità, dovuta anche al fatto che Massimo Loreto è un attore di esperienza oltre a un ottimo padrone di casa che fa sentire a proprio agio anche chi non ha partecipato al primo incontro in cartellone – svoltosi il 25 ottobre scorso.
I riferimenti non sono mai banali e tutto è condotto con grande eleganza, ma spiazza un po’ che in una serata dedicata alla poesia venga dato tanto spazio all’aspetto meno poetico.

È vero, probabilmente uno spettatore che si appresta a partecipare a una lezione-spettacolo si aspetta la solita breve introduzione di circostanza seguita dalla declamazione accompagnata magari da gesti evocativi e dalle note malinconiche di un pianoforte. In effetti, in genere, accade così e all’inizio quasi delude essere portati per mano nel mondo  di versi tanto famosi – forse è anche una questione di orgoglio con un pizzico di presunzione che, però, scompare completamente durante la lettura.

È questo, infatti, il momento magico della serata: smesso il ruolo del docente si compone l’aura intorno all’artista che solo attraverso il testo e la voce, senza orpelli musicali e gestuali, compie l’incantesimo. Un silenzio pieno di tensione avvolge le parole immortali di cui vengono esaltate la melodia e l’assonanza.

L’unica pecca è che una volta terminato l’incanto ci si accorge che – forse rapiti anche dall’eccellenza della declamazione – non si ritrovano totalmente tutti i riferimenti appena ascoltati e la comprensione finale risulta sempre parziale. In realtà, il difetto consiste nella velocità dell’analisi. Per ovvi motivi è comprensibile che non le si possa dedicare più tempo, ma in questo modo viene meno la riflessione personale: non si riescono a metabolizzare sufficientemente le nozioni.

Magari la selezione di un numero inferiore di testi avrebbe aiutato, ma è anche vero che in qualche modo ciò avrebbe compromesso la visione generale dei poeti e la molteplicità della loro arte.

Insomma, Massimo Loreto si è imbarcato in un progetto ambizioso quanto nobile: portare Petrarca e Leopardi a teatro e dimostrarne la teatralità con garbo ed eleganza. Peccato che di tutto ciò ci si accorge appieno solo il mattino dopo, a mente fredda e, forse, dopo una doverosa rielaborazione notturna.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Carcano

C.so di Porta Romana 63 – Milano
lunedì 8 novembre ore 20.30
Progetto Letteratura Italiana.

Il racconto dell’anima – Francesco Petrarca e Giacomo Leopardi: il tema amoroso (seconda parte)

a cura di e con Massimo Loreto


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