Allegro con brio

teatro-del-giglio-luccaIl Re Leone, celebre film d’animazione targato Disney, musical pluripremiato e rappresentato in tutto il mondo, conquista grandi e piccoli nella riduzione della compagnia amatoriale VitaminaDance, al decennale della sua attività di produzione teatrale.

Interpretabile nella sua versione originaria in maniera ideologicamente alternativa (epopea di amore, giustiza e lealtà o reazionaria-amletica faida di sangue tra casate reali), la versione del Re Leone presentata al Teatro del Giglio ha privilegiato – con chiara scelta di campo – l’aspetto prettamente ludico della vicenda del «piccolo Simba che diventa grande», lasciando in sottotraccia ogni altra sfumatura più specificatamente culturale.

Come da tradizione del genere, lo spettacolo, diviso in due atti, ha (ben) sviluppato un’armonia di elementi drammaturgici, musicali e coreutici raggiungendo un buon esito e lasciando trascurabili e mai critiche le imperfezioni e le ingenuità relative alle direzioni coreografiche, alla danza e alla recitazione, eccezion fatta per l’utilizzo di introduzioni/accompagnamenti di canti registrati, quando sarebbero stata opportuna un’esecuzione dal vivo.

Se la trasposizione ha avuto i suoi momenti più efficaci ed emozionanti condensati all’interno del primo tempo, dall’apertura sulle amabili note del live Il cerchio della vita alla visivamente splendida presentazione di tutti gli animali della savana in festa per la nascita del futuro re, particolarmente toccante e riuscita è stata la sequenza della morte di Musafa, vittima del tranello di Scar.
Sequenza che l’adattamento di Fabrizio Magnati ha opportunamente privato degli elementi più cruenti, lasciandola semplicemente intuire dalla famosa rivelazione («Un giorno, Simba, il sole tramonterà su tuo padre e sorgerà con te, come nuovo re […] Guarda le stelle. I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle. Perciò quando ti senti solo ricordati che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anch’io») con un monologo, emotivamente struggente e decisivo per il raggiungimento del lieto fine (la riconquista del trono da parte de Re Leone e il matrimonio con l’amata amica d’infanzia Nala), di cui si ricorda la doppiatura di un maestoso Vittorio Gassman nell’originale lungometraggio della Disney.

Effervescente e divertente, il musical si è dunque positivamente contraddistinto per le atmosfere di luci e colori, per gli sgargianti costumi e per le buone prove di diversi personaggi chiave (gli spassosi Timon e Plumba di Michele Profeti e Simone Giannelli, il cattivissimo Scar di Luca Giannecchini e le tre affamate iene Banzai, Ed e Shenzi di Debora Frediani, Daniela Poli ed Elena Pardini), con una menzione speciale per la Rafiki di Monica Puccetti alle prese con il difficile ruolo – reso ancor più complicato dal dover esser svolto cantando e in movimento – di guida narrativa della serata.

Le performance dei due protagonisti senior, Daniel Cosci e Chiara Bertolozzi, tributate dalle ovazioni di un pubblico composto in maggioranza da giovani, hanno dal canto loro mostrato le classiche due facce della medaglia, con la prevalenza di quella positiva. Interessante per l’esecuzione vocale e per il fraseggio, il Simba adulto di Cosci che, nel suo processo di maturazione dall’idea di dover «affrontare il mio passato [perché] sto scappando da troppo tempo», rappresenta il personaggio di più complessa e sfaccettata realizzazione e sembra non avere ancora del tutto sviluppato le proprie potenzialità intepretative, mentre la Bertolozzi, decisamente credibile nello sfoggiare il fresco fascino di Nala, è apparsa a tratti meno sicura nelle parti cantate.

Un’encomiabile sintesi di teatro, canto e danza che ha offerto al pubblico lucchese una festa lunga e divertente, nonché particolarmente apprezzabile considerata la natura amatoriale della compagnia (Michael Pierotti, che ha interpretato con sicurezza l’importante parte di Mufasa, era al debutto) e la presenza sulla scena di tanti junior (il Simba di Federico Andreoni, la Nala di Giulia Fratoni e le altre piccole leonesse), tutti solidi e convincenti nello stare sul palco.

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foto di Mira Letzbor

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro del Giglio
sabato 18 maggio ore 16:30

Il Re Leone
regia e coreografie Fabrizio Magnani
aiuto regia Tiziana Madrigali
costumi Catia di Giuseppe
scenografie Mariano Bertolozzi, Fabrizio Magnani, Tiziana Madrigali
disegno luci Cristiano Chelini, Tiziana Madrigali
disegno audio Daniel Cosci
aiuto scenografie Irene Casiraghi, Daniela Poli
aiuto costumi Natalina Rugani, Enrica Battistoni, Lara Battistoni
service audio-luci pro-music!

Federico Andreoni (Simba jr), Giulia Fratoni (Nala jr), Daniel Cosci (Simba), Chiara Bertolozzi (Nala), Monica Puccetti (Rafiki), Luca Giannecchini (Scar), Michael Pierotti (Mufasa), Fabrizio Magnani (Zazu), Michele Profeti (Timon), Simone Giannelli (Timon), Irene Casiraghi (Chaka), Elena Pardini (Shanzi), Debora Frediani (Banzai), Daniela Poli (Ed), Federica Pucci (Sarabi), Viola Massagli – Sara Menchini – Ambra Lazzari – Sandra Sargentini (leoncine)

corpo di ballo Costanza Carmazzi, Marzia Pacini, Arianna Rossi, Giulia Bini, Martina Giannelli, Asia Madrigali, Francesca Nelli, Matilde Fulvetti, Rachele Bini, Nadia Mori, Valeria Moriconi, Jessica Rosi, Greta Cinquini, Marta Matteucci, Nicole Puccinelli, Stefano Checchi, Serena Militello

AFRO (Coreografie di Ilaria Picchi) Letizia Frugoli, Agnese Marcheschi, Manuela Nutricati, Elena Giusti, Clarissa Matteucci, Alice Baudone, Ilaria Serra
IENE TAP (Coreografie di Stefania Vagli) Alessandra Costa, Elisa Bendinelli, Arianna Giannini, Stefania Vagli, Alice Bettolini, Laura Mrini, Monica Mariti, Matteo Nicolai, Samanta Pardini, Anna Virdis, Martina Nicolai, Diego Paoli

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