L’incapacità di sopportare il Genio

Auditorium Enrico Caruso Torre del Lago PucciniIn occasione della Giornata Mondiale del Teatro, Roberto Herlitzka porta in scena presso l’Auditorium Enrico Caruso di Torre del Lago Puccini il riadattamento teatrale del Soccombente di Thomas Bernhard, alla riscoperta del pianista virtuoso Glenn Gould.

Il soccombente (1983) nasce come romanzo (in parte autobiografico) scritto dal romanziere e drammaturgo austriaco Thomas Bernhard, e rappresenta il primo testo di una trilogia sulle tre arti musica, teatro e pittura. A esso hanno fatto seguito A colpi d’ascia (1984) e Antichi maestri (1985).
Roberto Herlitzka, diretto da Nadia Baldi e affiancato da Marina Sorrenti, presenta il riadattamento teatrale a cura di Ruggero Cappuccio del romanzo bernhardiano, ricoprendo il ruolo del narratore, una sorta di alter ego dello stesso Bernhard.
La vicenda ruota intorno al rapporto tra il pianista canadese Glenn Gould e due suoi compagni (il narratore anonimo e Wertheimer), giunti al Mozarteum di Salisburgo per un corso di perfezionamento condotto dal Maestro Vladimir Horowitz. Di fronte al genio artistico e al virtuosismo di Glenn Gould nell’impeccabile esecuzione delle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach, i due provano un forte senso di inferiorità verso tale perfezione musicale, e decidono entrambi di abbandonare la carriera pianistica, perché incapaci di continuare a suonare senza sentirsi inadeguati e falliti. Fra i tre amici il “soccombente” – secondo l’appellativo datogli dallo stesso Gould – è Wertheimer. «Noi pronunciamo una parola e annientiamo un essere umano», così afferma il narratore sulla scena, e sarà infatti Wertheimer colui che troverà nel suicidio l’unico rimedio alla propria sconfitta artistica.
Il testimone della vicenda è il compagno senza nome, “il filosofo” (come soleva chiamarlo Gould), che recita la sua parte come se stesse affrontando una seduta psicanalitica, necessaria per estirpare l’ossessione di tutta una vita, il ricordo del compagno tanto amato e tanto odiato per il suo genio. Ma sulla scena è affiancato da una donna, vestita di bianco, che ripete ossessivamente «pensai», e che di tanto in tanto con una impassibilità autistica si avvicina alla lunghissima lavagna in fondo alla scena e con un gessetto bianco traccia o scarabocchia disegni e parole, come se desse forma ai “meccanismi” della mente del narratore: discorsi e racconti che si ripetono, si intrecciano, procedono in modo non lineare, si muovono per immagini e suggestioni; ossessioni che parlano di solitudine, incapacità di sopportare un fallimento, desiderio di morte.
I complessi meccanismi psichici delineati dal testo di Bernhard purtroppo soffrono in questo riadattamento teatrale. Roberto Herlitzka porta avanti una recitazione faticosa, poco modulata, spesso intervallata da lunghi silenzi o da momenti in cui l’interprete si pone di fronte a tre leggii presenti sulla scena: su alcuni fogli il protagonista legge vecchi appunti o ne prende di nuovi per completare lo scritto che dedicherà a Glenn Gould. Poco chiara è anche la figura di Marina Sorrenti, che talvolta appesantisce persino la narrazione con i suoi troppo frequenti «pensai». Male s’intreccia la perfezione, la linearità esecutoria di un “dio della musica”, con una messa in scena confusa e imprecisa.

«Essa ha un’unità che qui si rivela a noi, come avviene tanto raramente in arte, nella visione di un disegno inconscio che esulta su una vetta di potenza creatrice» [Glenn Gould parlando delle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach]

Lo spettacolo è andato in scena:
Auditorium Enrico Caruso – Torre del Lago Puccini
mercoledì 27 marzo, ore 21.00

Il soccombente, ovvero il mistero Glenn Gould
di Thomas Bernhard
riduzione dall’omonimo romanzo a cura di Ruggero Cappuccio
progetto luci, costumi, scene e regia Nadia Baldi
ambientazioni videografiche Davide Scognamiglio
con Roberto Herlitzka e Marina Sorrenti
produzione Teatro Segreto/Neraonda
(durata 1h 30’)

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