Comizi in fumo

Apparecchiature elettroniche, ma anche un teatro concentrato quasi esclusivamente sulla somma dei suoi due protagonisti. La Compagnia Astorritintinelli anima Inequilibrio Festival.

Come coppia artistica, sanno incastrarsi alla perfezione. Colmandosi a vicenda, arrivando laddove l’altro non arriva. Astorritintinelli Teatro (progetto nato nel 2002): Paola Tintinelli porta in dote il volto stralunato, espressioni che sfrecciano dallo smarrimento a un attaccamento infantile, primitivo alla vita – da attrice amante ed esperta di circo quale è. Alberto Astorri la pura e innocua virilità, insieme a un sapiente uso della voce – frutto anche della lunga frequentazione con Leo De Berardinis.
Le tracce di senso si perdono continuamente nella performance Il Sogno dell’Arrostito, come la scia di una strana meteora.
I due personaggi sembrano attendere in scena il pubblico da ore, forse anni; sembrano portatori di storie millenarie, che iniziano a raccontare con un accendino e un perpetuo gioco verbale/fisico – in una catena illogica, umoristica, seria; forse voce lontana di un antico rito sciamanico. Ma gli abiti sono contemporanei, o appena appena dell’altro ieri. Niente, di quello che è stato costruito nella stranissima scenografia adagiata sul pavimento, dà precise coordinate spazio/temporali. Oggetti che sembrano parte di una barricata, di una trincea, mentre le apparenze si confondono. Quello che pare il pezzo di un’antica macchina da cucire è azionato da Paola Tintinelli per emettere suoni almeno apparentemente campionati in presa diretta, insieme ad altri effetti sonori che creano un tappeto elettronico profondo, nel momento clou del sarcastico comizio di Alberto Astorri.
I due attori sono un uomo e una donna, operai e militanti politici, macchiette della storia e della cronologia, parodie dei loro tempi. Tempi, i nostri, né tragici né comici, forse insulsi, forse ponti per nuove epoche più felici per l’umanità. Il comizio è, in realtà, una parodia; e a spezzare l’incantesimo arriva la donna, che descrive i suoi sogni notturni. Viaggi intergalattici, piogge torrenziali, mandrie di cavalli. Ogni immagine è simbolo di libertà. La libertà a cui il genere umano aspira e che la controparte maschile riesce a interrompere o smentire. I tuoi sogni sono assurdi e irrealizzabili, le fa intendere. E riprende il discorso, un discorso ormai sfatto e stanco, stritolato.
Quando i due si incontrano nuovamente, alla luce fioca di una lampadina, cercano di comunicare sotto i rumori assordanti della fabbrica.
Non c’è inizio e non c’è fine, e anche quando il pubblico applaude rapito, vi è la sensazione che, da qualche parte dentro di noi, i due continueranno a parlarsi, guardarsi, mangiare sandwiches e raccontarsi i propri sogni, mentre l’arrosto continuerà a cuocere lentamente.
Ecco come proiettare in drammaturgia quello che è la nostra vita. La catena di montaggio, il grottesco, la negatività del potere, la paura del vuoto e del nulla. E anche l’accoglienza del vuoto e del nulla, del banale. Banale come l’aumento di un pacchetto di noccioline, banali noccioline che quasi ci strozzano.
C’è, dietro questo spettacolo, una drammaturgia amara, vorticosa, lineare e astratta. E si è potuto, finalmente, assistere a una recitazione-non recitazione, che sa unire il buffo e il clownesco, il parodistico e il surreale, senza scivolare nel didattico o nel rieducativo o nel socializzante. Qui si parla di vita e di umanità – entrambe incomprensibili. E per questo affascinanti e terribili.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno di
Inequilibrio Festival

Castello Pasquini (e varie location)
Piazza della Vittoria 1
57016 Castiglioncello (LI)

Astorritintinelli Teatro in:
Il Sogno dell’Arrostito

con Alberto Astorri e Paola Tintinelli
testi di Alberto Astorri, Paola Tintinelli, Rita Frongia
produzione Astorritintinelli Teatro
in coproduzione con Armunia Festival Inequilibrio e Officina Teatro

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