Notturno con mistero

teatro-era-pontedera2[1]Al Teatro Era di Pontedera, un viaggio mistico attraverso il cuore della notte, per adulti e bambini.

Sarà diverso, questa volta. Come dire: Morfeo verrà, al solito, stenderà sui corpi le sue lenzuola inerti, veglierà sino al giorno con la consueta pazienza. Ma sarà diverso. Noi, che siamo ormai assuefatti al dio avviluppato dalle nebbie e non conosciamo altro. Vedremo la notte nel suo sentore ovattato: nessuna luce, nessun rumore, nessuna increspatura sul nostro scivolar via. Vedremo, forse per la prima volta, un Morfeo che danza cosparso di gioielli.
Gli eventi saranno due, i posti disponibili contati.
Parliamo de Il Sogno di Alice e di Sognare a Teatro. Per bambini dai 6 ai 10 anni il primo, l’altro per adulti. Ma iniziamo con Alice, che sarà a Pontedera per non più di tre notti.
Sara Morena Zanella si ispira qui all’opera Carrolliana per calare i piccoli ospiti in un incanto dai contorni sfocati, disposto tra l’ora del letto e quella del sonno. Quell’incerto lasso di tempo che precede la perdita di conoscenza e del quale la memoria, l’indomani, manca. Il Sogno di Alice propone, come il secondo progetto, una netta trasfigurazione dell’ambiente teatrale – una sua mutazione da quel luogo di riflessione diurno che tutti noi abbiamo imparato a conoscere in terreno di riposo e abbandono. Per gli adulti sarà, inoltre, quasi un percorso zen, proiettato verso la meditazione e l’autoconsapevolezza. Logicamente non così per i bambini, dato che Il Sogno di Alice si propone, come il romanzo al quale si ispira, di riportare i piccoli alle radici della propria età – là dove scuola, parolacce, partite di calcio e videogames over 18 non arrivino, per un poco, a toccarli. I personaggi della favola, giunti a teatro per “rapirli” al calar del buio, li condurranno in un viaggio di scoperta ai confini della realtà. Rimane soltanto da sperare che quegli stessi bambini non siano ormai talmente imbottiti di GDR e simulation games da sbadigliare di fronte alla realtà teatrale – fatta ancora di assi di legno e parole. A ogni modo, così come per Sognare a Teatro, anche per Il Sogno di Alice sono garantite le ore minime di sonno e, al risveglio, un’abbondante colazione. Avvertiamo che i genitori, che dovranno condurre i minori a teatro non più tardi delle 21.00, dovranno subito andarsene. Oltre al pigiama, i ragazzi dovranno anche recare con sé un cuscino e un peluche, o comunque un oggetto al quale sono affezionati, per conciliare loro il sonno. L’augurio rivolto a questo progetto, che si promette molto interessante, è di riuscire effettivamente a risvegliare la creatività intrinseca in ogni essere umano, particolarmente viva nei più piccoli che – nel nostro nuovo secolo anestetizzato – troppo spesso amalgamano senza discernimento le proprie peculiarità con i gusti dei coetanei.
Venendo a Sognare a Teatro, a cura di Roberto Bacci, si può leggere nelle presentazioni che, in un ventaglio di sette notti quotidiane, l’opera invita e “evadere […] dalla prigione delle proprie abitudini”. Regola principale dell’esperienza è l’assoluto silenzio, al fine di seguire una strada – piana e ovattata – in direzione della consapevolezza e dell’ascolto di sé. Una strada che, lungi dal fermarsi di fronte al palcoscenico, lo invade e penetra sin dietro le quinte, nell’utero stesso del luogo artistico. In Sognare a Teatro non c’è posto per le favole: noi, partecipanti, siamo la favola. E lo spettatore dovrà farsi osservatore di se stesso. Calato in un ambiente mite, intessuto di simboli e stimoli sensoriali, l’individuo sarà sospinto verso un’intima condivisione del proprio io con i compagni di questo sonno-veglia. Agli ospiti adulti si richiede di arrivare al Teatro Era non più tardi delle 20.30 (la cena non è prevista). Oltre alla voglia di silenzio e al bisogno di pace, bisognerà portarsi dietro un pigiama a due pezzi o una tuta da ginnastica, un asciugamano e ciò che si ritiene necessario per la toilette. Non occorre il cellulare: per una volta almeno teniamolo fuori dalle nostre vite. Sette ore di sonno rimangono garantite.
Di più non trapela ancora, il mistero rimane in gran parte inviolato. Una cosa rimane da dire. Sogni d’oro? No, quelli dopo.
Semplicemente: affrettatevi.

Le esperienze avranno luogo a:
Teatro Era

parco Jerzy Grotowski – Pontedera

Teatro della Toscana
Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera presenta:

Il Sogno di Alice
da venerdì 15 a domenica 17 maggio, dalle ore 21.00 alle ore 8.00
(per bambini dai 6 ai 10 anni)
una notte a teatro nel paese delle meraviglie
spettacolo con sonno e risveglio per bambini dai 6 ai 10 anni
liberamente tratto da Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol
con Giacomo Bogani, Alice Casarosa, Consuelo Ghiretti, Alice Maestroni, Marco Ripoldi, Silvia Tufano
musiche originali Giacomo Bogani, Alice Casarosa, Irene Rametta
scenografie Marco Buldrassi, Emidio Bosco
allestimento Marco Bagnai
regia Sara Morena Zanella
produzione Fondazione Teatro della Toscana

Sognare a Teatro
da venerdì 22 a domenica 24 e da giovedì 28 a domenica 31 maggio, dalle ore 20.30 alle ore 8.00
(per adulti in numero massimo di 12)
a cura di Roberto Bacci

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