Nella suggestiva cornice del Mattatoio La Pelanda, il Fringe Festival 2020 torna a mettere in circolo nuove idee.

Nella giornata di giovedì 9 gennaio abbiamo nel mirino due spettacoli. Il primo è di un gruppo teatrale di Civitavecchia, I nani inani. Presentano Il solito dramma familiare, una pièce che racconta una riunione di famiglia in occasione del genetliaco della nonna. I personaggi dal fondo si avvicinano a turno sul boccascena, facendo partire compassati e allo stesso tempo fulminanti passi a due drammaturgici, in cui ciascuno trova per l’occasione di che riannodare i fili di antichi risentimenti, di cui nessuno ricorda più l’originario motivo.

I sentimenti sgradevoli s’intrecciano all’affetto familiare, alle strade che si sono divise, oppure mai intraprese, con la rassegnazione di chi è portatore di un destino d’infelicità. Questo trova espressione nella partita del Mondiale 2014, in cui l’Italia fallisce la qualificazione agli ottavi, perdendo stancamente e meritatamente contro l’Uruguay.

Una festa che si doveva compiere (la vittoria) si trova a fare i conti con la festa di una novantenne che si avvicina ancora di un passo alla morte, da tutti tenuta a distanza con un’ironia fredda, quasi calcolata. La messa in scena assai stilizzata e il gelo morale che si avverte suggeriscono come il dramma non sia più la via per rompere le barriere di un consolante stato d’immobilità, tanto che il contesto familiare somiglia più a una trappola per topi, dove tutti ormai sono ben abituati – per stanchezza o per ignavia – a non far scattare il meccanismo a molla, giammai a fuggire via.

Nel secondo lavoro, Essenza Teatro di Roma presenta Assemblaggio. Quattro maestre si trovano a iniziare l’anno scolastico sotto lo sguardo di un direttore autoritario quanto paternalistico. L’effetto che produce è quello di infantilizzare le donne, le quali, per paura o per amore dell’autorità, si troveranno a insegnare ai bambini come fossero ingranaggi di una macchina, al quale tutti devono darsi, per far felice l’ordine imposto.

Di fatto la drammaturgia assume la forma di una favola edificante, di quelle che si raccontano ai bambini per scopi morali. Che per l’occasione siano propagandati i valori della libera espressione, contro la parola d’ordine che vuole ognuno al suo posto, non cambia la sostanza essenzialmente pedagogica dell’impianto. I quattro personaggi perdono in carne per assumere i tratti astratti di valori positivi o negativi, tutti assunti in un ecumenico finale in cui il bene vince e il male perde.

Chi scrive, si trova a dover comporre sensazioni contrastanti dalla visione di due lavori molto diversi: più scabro e deliberatamente “povero” il primo, assai curato dal punto di vista espressivo il secondo. Il gruppo di Civitavecchia ha portato al Fringe una foto “fredda” della crisi che attraversa la nostra capacità di desiderare, mentre il gruppo romano ha scelto di fermarsi a una variopinta invocazione d’intenti, col rischio di sfiorare la superficialità. Al pubblico del Fringe il piacere di apprezzare l’energia teatrale di queste vivissime compagnie, uniti in un abbraccio al teatro veramente europeo.

Gli spettacoli sono andati in scena all’interno del Roma Fringe Festival
La Pelanda
piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
giovedì 9 gennaio ore 19 e 21

Assemblaggio
drammaturgia Leonardo De Castro
regia Paolo Perelli
con Rita Anselmi, Federica Balducci, Livia D’Ingegno, Ludovica Resta
aiuto regia Federica Balducci
video maker Ivan Gasbarrini
Essenza Teatro (Roma)

Il solito dramma familiare
regia e drammaturgia Enrico Maria Carraro Moda
con Federico Balzarini, Silvia Ponzo, Enrico Maria Carraro Moda, Mattia Tassi, Valeria D’Angelo
adattamento e aiuto regia Silvia Ponzo
creatore di suspance Federico Balzarini
invecchiamento per giovani anziani Mattia Tassi
tutto il resto Valeria D’Angelo
I nani inani (Civitavecchia)

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