"Lo spirito maligno Lumpazivagabundus" (Johann Nestroy, Carl Treumann e Wenzel Scholz)

Quand’ero ragazzo dicevo che, da grande, avrei voluto fare il vagabondo. Poi invece ho fatto mestieri considerati – non so quanto a ragione – più seri: il professore di matematica, l’assistente alla regia, il preside. Adesso faccio il recensore teatrale, ma quell’irrazionale sogno antico ogni tanto riemerge. Lumpatius Vagabundus l’ho preso a prestito da un testo teatrale di Johann Nestroy, attore e drammaturgo austriaco del primo ottocento.

Ne ho storpiato il nome e qualche tratto (ma neppure tanto) a misura di quel sogno, ripensandolo come una sorta di vagabondo gaudente, imparentato coi clerici vagantes. Non mi spiace identificarmi con quella creatura libera ed anarcoide, e andarmene a zonzo col naso in aria, anche solo attorno all’isolato di casa mia, e raccontare le cose teatrali in cui mi capiti di inciampare.

Claudio Facchinelli (alias Lumpatius Vagabundus)

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