Tratti-ritratti

l grande pittore livornese ospite al Museo Vittoria Colonna di Pescara fino al 20 novembre.

Di pregio si rivela la mostra dedicata all’artista Amedeo Modigliani, personalità controversa e di certo incompresa di inizio ‘900, immerso eppure al di fuori delle correnti artistiche del suo tempo. Coinquilino di Jacob e Picasso nei logori appartamenti di Montmartre, diede vita a un’arte più realista, meno immaginifica, concreta nella linea marcata e continua. Proprio questo tratto deciso e ininterrotto, fondamentale nella definizione di volti e corpi, differenzia Modì dai suoi contemporanei. Bravissimi nell’individuare la sostanziale discrepanza sono stati gli allestitori, ricostruendo l’ambiente artistico dell’epoca per dimostrare quanto il disegno si fosse perso, sopraffatto dall’uso quasi esclusivo del colore.

l percorso dell’esposizione è organizzato con rigore e coerenza, e guida il visitatore a una comprensione che procede dal generale al particolare, dall’ambiente in cui nacque Modigliani a quello in cui morì precocemente.

Nella prima area – delle quattro totali – sono esposti i colleghi dell’artista in terra natia, allievi diretti dell’insegnamento di Giovanni Fattori, come Llewelyn Lloyd, Benvenuto Benvenuti, Oscar Ghiglia, nei quali il segno è tralasciato a favore del sapiente uso del colore, quella “macchia” che avevano appreso dal loro maestro.

La seconda introduce nei circoli parigini con il piccolo ma significativo Tasse et paquet de tabac di Pablo Picasso, amico-nemico di Modì, dove il tratto sussiste ma stravolto e piegato alle deformanti esigenze cubiste, risultando quindi snaturato e privo della sua funzione di riprodurre il vero. O ancora, le tre tele di Utrillo nelle quali il medesimo tratto risulta quasi diluito dall’acquerello.

Ecco, quindi, che dopo l’infarinatura generale sul contesto, il visitatore può accedere con maggiore consapevolezza ai protagonisti dell’esposizione: Modì e i suoi disegni. Qui il tratto assume un ruolo centrale, definisce non solo le fisionomie, ma rende anche la psicologia dei raffigurati, penetrando dalle loro pupille cave fin dentro le viscere della loro intimità. Risulta così ritratto non il volto di Donato Frisia con cappello , bensì la sua ironia, non il corpo morbido di un Nudo seduto ma la sua sensualità, non il profilo di Hanka Zborowska seduta con le mani in grembo quanto la sua austera femminilità. La rappresentazione quasi ieratica della donna ritorna nelle Cariatidi , sinuose e allo stesso tempo salde sotto un carico che non si vede ma fa sentire tutto il proprio peso.

L’ultima sala è per Jacob, per quel suo tratto etereo, per i suoi colori pastello, per i suoi circhi leggiadri, così vicino eppure così distante dal disegno di Modì – forte e calcato sulla carta fino a scarnificarla.

“L’arte del disegno non deve perire, la sua fine significherebbe la fine dell’Arte stessa” è la frase di Modigliani ossessivamente riproposta al visitatore grazie a una selezione operata con meticolosità per fini pedagogici – permettendo così a chiunque di avvicinarsi a questo aspetto dell’opera di Modì con consapevolezza.

Ottimo l’allestimento che permette a ogni quadro di essere perfettamente visibile e apprezzabile nei particolari, anche grazie all’ausilio di note esplicative poste accanto alle opere.

Amedeo Modigliani, ospite grato, ha rivelato dove cominci la sua arte e lascia in attesa di un suo ritorno perché possa finire di raccontare il resto della storia, così breve, così radicale eppure ancora così poco considerata.

La mostra continua:
Il tempo di Modigliani
Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna
piazza 1° Maggio – Pescara
fino a domenica 20 novembre
orario: tutti i giorni fino a domenica 18 settembre, ore 10.00-13.00 e 17.00-24.00; da lunedì 19 settembre a domenica 20 novembre ore 9.30-13.30 e 15.00-20.00
curatori e allestitori: Comune di Pescara e la Galleria Rizziero di Pescara
con la collaborazione di Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea
testi del catalogo: Luciano Caprile e Guido Guastalla.

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