Un insignificante oggetto è la scintilla di mille passioni

elfo-pucciniSul palcoscenico del Teatro Elfo Puccini rivive la celebre opera goldoniana, nella fresca rivisitazione del regista Damiano Michieletto.

Fresca, frizzante e assolutamente spassosa.

Fin dalle prime battute, Il Ventaglio, celeberrima opera di Carlo Goldoni rivisitata da Damiano Michieletto in chiave “moderno-creativa”, rivela senza esitazioni tutta l’incontenibile vivacità che il giovane regista ha saputo instillare nel testo goldoniano, arricchendone la già forte connotazione comica.

Un simpatico Cupido in All Stars rosse rimbalza da una parte all’altra della scena, incorniciata da una grande lavagna bianca che di lì a poco ospiterà una fitta mappa di pensieri e nomi, legati tra loro dalle frecce “scoccate” da Eros. Il giovane dio dell’amore costituirà il deus ex machina della vicenda, di cui tirerà i fili, condizionando il destino dei protagonisti dall’inizio alla fine.

Nell’allestimento di Michieletto, la storia non ha una precisa dimensione spazio-temporale; il “confine” tra campagna e città detta le labili differenze tra i comportamenti e le abitudini dei numerosi personaggi che popolano la commedia, accomunati però dal linguaggio settecentesco, ripreso dal testo originale.

Ma il cono di luce non può che focalizzarsi sull’oggetto che dà il nome all’opera, un apparentemente innocuo ventaglio, che pian piano assumerà il ruolo di assoluto protagonista, passando di mano in mano in un’incalzante e divertente successione di eventi e catalizzando le attenzioni di tutti i personaggi e del pubblico in sala.

Innesco di un febbrile gioco di equivoci, l’oggetto della discordia scatenerà infatti furiose scenate di gelosia e violenti litigi, alimentando fino all’estremo pungenti pettegolezzi, morbose curiosità e smaniosi desideri.

L’Amore, la chiave di volta dell’intera commedia, condurrà il gioco, in alcuni momenti apertamente, in altri restando nell’ombra, ma indirizzando inequivocabilmente le azioni dei protagonisti fino al liberatorio lieto fine.

In un perfetto gioco di geometriche coreografie, gli attori si muovono sul palcoscenico con sapiente fluidità e divertita leggerezza, animando vivacemente ogni scena e dando vita a piacevoli siparietti in cui ogni personaggio riesce a “bucare lo schermo” per rivolgersi direttamente al pubblico, in uno spassoso gioco di ammiccamenti fortemente interattivo che rivela le intenzioni squisitamente metateatrali del regista.

Brillante la recitazione di tutti gli attori, parti di un amalgama ben assortito, in cui spiccano l’eccellente interprete di Giannina, la giovane Silvia Paoli, e Alessandro Albertin, che dà corpo e voce allo spassoso e buontempone Conte.

Il risultato è un’opera effervescente e vivace che trae inevitabilmente forza dall’imprescindibile retaggio goldoniano, ma che è al contempo notevolmente impreziosita dal brio di un sapiente regista e di un cast giovane e ricco di talento.

Lo spettacolo continua:
Teatro Elfo Puccini
corso Buenos Aires 33 – Milano
fino a domenica 14 aprile
Orari: da martedì a sabato ore 20.30 – domenica ore 16.30

Il Ventaglio
di Carlo Goldoni
regia Damiano Michieletto
con Alessandro Albertin, Silvio Barbiero, Daniele Bonaiuti, Katiuscia Bonato, Giulia Briata, Nicola Ciaffoni, Emanuele Fortunati, Matteo Fresch, Gian Marco Maffei, Manuela Massimi, Giuseppe Nitti, Silvia Paoli, Pierdomenico Simone
scene Paolo Fantin
costumi Carla Teti
disegno luci Alessandro Carletti
produzione Teatro Stabile del Veneto, Teatri e Umanesimo Latino SpA
con la distribuzione di Arteven Circuito Teatrale Regionale

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