La rassegna Sguardi S-velati – Punti di vista al femminile prosegue con un’indagine attenta e dolorosa sulla malattia e sulle privazioni che impietosamente determina.

Una donna bussa, si fa riconoscere, ma nessuno le apre. A nulla valgono le preghiere, l’insistenza. L’ingresso alla vita e al mondo, che pareva naturale, ovvio, le è precluso, suo malgrado, definitivamente.

Un’immagine fortemente simbolica che porta in scena, con delicatezza e senza filtri, la durissima tematica della malattia. Il montaggio frammentario e spezzato del monologo rende chiaro sin da subito che la protagonista è affetta da Alzheimer, eppure non se ne fa mai il nome, né vi si allude, poiché l’opera vuole rendere conto non di una patologia in particolare, ma della generica condizione del malato, dei suoi stati dolorosamente invalidanti, si tratti di menomazione fisica o interiore.

La storia si sviluppa su due piani temporali, la realtà presente e il ricordo, sovrapposti nell’unica figura dell’attrice Francesca Bianco, che impersona la figlia ancora in vita e la madre da lei ricordata. È quest’ultima la vittima del male, che pur nei suoi strenui tentativi di riscatto appare antieroica, vincolata, bloccata da una forza invincibile, e che però prova a vivere, dignitosamente, nonostante tutto.

Nel fiume in piena del testo, che irrompe come un implacabile, straziante grido d’aiuto, non si dà spazio a retoriche derive di compassione: il disagio viene sottoposto al pubblico come un fatto, nudo e spudorato, mostrato in tutta la sua violenza, e lo spettatore è chiamato a farsene carico, a custodirne memoria, a fare esperienza del dolore, anche se solo indotta, simulata attraverso l’arte.

Per questo Il viaggio a Buenos Aires è uno spettacolo difficile ma che si lascia ricordare. La recitazione intensa della Bianco, gli inserti musicali dal sapore malinconico, la scenografia accurata, le luci modulate a scandire distanze temporali e stati d’animo, danno compimento all’opera e ne rendono più preciso e netto il respiro drammatico.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Due Roma
vicolo due Macelli, 37 – Roma
fino a domenica 20 febbraio
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
(durata 1 ora circa senza intervallo)

Il viaggio a Buenos Aires
di Amanita Muskaria
regia di Carlo Emilio Lerici
con Francesca Bianco
musiche di Francesco Verdinelli

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