Chi è stato davvero Papa Pacelli?

elfo-pucciniDivenuto beato nel 2009, l’operato di Papa Pio XII viene messo fortemente in discussione ne Il Vicario, un’opera che si interroga sull’atteggiamento tenuto dal Pontefice nei confronti del genocidio nazista.

Nel frattempo è diventato beato. Eppure i sospetti dalla vita di Pio XII, a capo della Chiesa cattolica durante la Seconda Guerra Mondiale, non accennano a diradarsi. A girare il coltello nella piaga è Il Vicario, il dramma di Rolf Hochhuth che – come fecero Camus e Mauriac – accusa Papa Pacelli di aver taciuto la crudeltà sull’Olocausto, lo sterminio nazista di sei milioni di ebrei. Il Vicario – nel 2002 divenuto anche un film: Amen – è tra le opere che più hanno fatto rumore negli ultimi cinquant’anni. Presentato nel 1963, lo spettacolo fu censurato in Italia dopo una sola serata, sul palco anche Gian Maria Volontè. Dopo oltre trent’anni di silenzio, dal 2007 l’opera è tornata sulla scena, grazie all’intuito del regista Rosario Tedesco e di un gruppo di attori (Matteo Caccia, Marco Foschi, Enrico Roccaforte, Cinzia Spanò) decisi a non far calare il silenzio sulla storia.
I dubbi che il testo solleva sono infatti atroci. Cosa ha fatto realmente la Chiesa di Roma per arginare Adolf Hitler e porre fine allo sterminio degli ebrei? Una risposta certa non c’è, ma i sospetti portati avanti dallo spettacolo appaiono abbastanza solidi per nutrire dei (legittimi) dubbi. Il silenzio è così forte da plasmare l’ipotesi della correità. L’assunto dell’opera è che il Vaticano fosse al corrente di quanto accadeva nei campi di concentramento e si astenne dal confronto, seppur non mancassero le sollecitazioni a condannare l’operato del regime nazista. I personaggi sulla scena sono gli stessi del dramma: Kurt Gerstein (ufficiale delle SS realmente esistito che trama per minare il regime nazista), Josef Mengele (il medico che conduce gli esperimenti più macabri sui prigionieri), padre Riccardo Fontana (prete italiano, di fantasia, che si schiera a favore dei perseguitati).
La storia, presentata sotto forma di lettura scenica dagli attori, punta sulle responsabilità di Papa Pacelli più che su quella della Chiesa in toto. È la sua negligenza – c’è chi ipotizza conseguenza del Concordato stipulato con la Germania nel 1933 – a provocare un rumore sordo in sala. «Dio non mandi la Chiesa alla rovina solo perché un Papa si mostra poco degno del suo nome», è il duro messaggio di accusa che padre Fontana rivolge al convitato di pietra, al termine di un aspro confronto con il nunzio apostolico di Berlino. Soltanto Pacelli, aspro nemico del regime comunista e di Joseph Stalin, avrebbe avuto modo di fermare il genocidio, ma preferì comportarsi da “politico” per non mettere in crisi i rapporti tra gli Stati.

Lo spettacolo è in scena
Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33, Milano
dal 18 al 28 febbraio 2016

Il Vicario
di Rolf Hochhuth
adattamento e regia di Rosario Tedesco
progetto e lettura di Matteo Caccia, Marco Foschi, Nicola Bortolotti, Enrico Roccaforte, Cinzia Spanò, Rosario Tedesco e Giuseppe Lanino
luci di Giuliano Almerighi

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