L’infinito e il finito a confronto

franco-parenti-teatro-milano1Il Teatro Parenti ospita Il visitatore, suggestivo dialogo tra l’Onnipotente e il padre della psicoanalisi, al centro dell’opera di Éric-Emmanuel Schmitt, interpretata da Alessandro Haber e Alessio Boni.

Dio e Freud. Fede e Ragione.
Si fonda su questa profonda e insanabile dicotomia Il visitatore, piéce di Éric-Emmanuel Schmitt, portata in scena al Teatro Parenti da una grandiosa coppia di attori: Alessandro Haber e Alessio Boni.
Mentre per le strade di una Vienna dolente imperversa l’occupazione nazista, un Freud ormai vecchio e malato cerca di resistere, per puro senso di giustizia, alla tentazione di lasciare legalmente la città mettendo in salvo se stesso e i suoi figli. Durante l’ennesima perquisizione della Gestapo, però, la sua adorata figlia Anna viene arrestata da un giovane caporale senza scrupoli, lasciando Freud solo nella sua casa, in preda a una profonda preoccupazione.
Nel corso di quella tormentata notte, Dio fa visita al vecchio professore. Ma il Divino Creatore non ha affatto l’aria di un essere soprannaturale, ma l’aspetto di un giovane senzatetto all’apparenza mentalmente disturbato.
I due personaggi iniziano così a fronteggiarsi, ingaggiando una “battaglia intellettuale” che passa in rassegna i grandi interrogativi dell’umanità con una buona dose di sana comicità, nonostante da una finestra i canti nazisti giungano fino a loro, riempiendo l’aria notturna.
Freud ha molte domande per quel giovane Dio dall’aria trasandata, alla continua ricerca di prove della sua reale esistenza. Dal canto suo, Dio è incuriosito dalla mente del professore, dal suo acume e dalla sua esperienza.
L’aspetto malfermo e spigoloso del vecchio Freud fa da contrappunto alla natura fluida ed esuberante di un Dio giovane e nevrotico, così come la vastità dei ragionamenti dei due protagonisti cozza con le ristrette dimensioni dello studio dello psicanalista, reso ancora più claustrofobico dalle pareti sospese e dai riflettori ben visibili, a tradire la finzione scenica. In fondo, come Freud stesso ammette, la vita dell’uomo non è altro che un susseguirsi di promesse tradite.
Gli spettatori assistono così alla creazione di un nuovo dualismo – artificio narrativo/realtà – che si affianca a quello tra fede religiosa e sapere scientifico, al centro dell’opera.
Alessandro Haber è un Freud perfetto nelle sue inquietudini, in grado di dare sostanza a un uomo che ha dedicato la sua vita al pensiero razionale e che in una notte vede mettere in discussione ogni convinzione, ogni certezza. Alessio Boni è l’abile interprete di un essere divino guizzante e quanto mai vivo, mai statico e immobile come la sua natura ultraterrena vorrebbe.
L’opera, seppur brillante nella regia e nell’interpretazione, perde tuttavia d’incisività in alcuni tratti, indugiando troppo su ragionamenti che non aggiungono nulla alla narrazione, ma che ne “allungano” semplicemente i tempi.

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 17 novembre
Orari: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20,45 – mercoledì ore 19,30
domenica 10 novembre ore 15,30 e 18,00 – domenica 17 novembre ore 15,30
Il Visitatore
di Éric-Emmanuel Schmitt
con Alessandro Haber e Alessio Boni
e con Francesco Bonomo e Nicoletta Robello Bracciforti
regia Valerio Binasco
musiche Arturo Annecchino
scene Carlo De Marino
costumi Sandra Cardini
fotografie Tommaso Le Pera
produzione Goldenart

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