XVI Edizione di Collinarea Festival

L’ultimo volo dell’edizione 2014, il Collinarea Festival lo fa con una nuova scommessa interamente dedicata all’incantevole borgo di Lari. Tra suggestioni alla Miyazaki, panni stesi, uomini di gomma e tamburi battenti, le strade di Lari si animano con InArea – Il Volo.

«Da anni avevo in testa di creare uno spettacolo per Lari. Collinarea e InArea si chiamano così proprio per questo, perché Lari è un paese magicamente sospeso in aria e nel tempo, dominando dall’alto questa parte di Toscana e lasciando che lo sguardo dell’uomo spazi fino al mare.». Queste le parole di Loris Seghizzi, direttore artistico del Collinarea Festival, che traccia così un bilancio conclusivo della fantastica edizione 2014.

Collinarea si conclude con una performance compartecipata che esprime al meglio la magia di Lari – col suo castello che troneggia al centro del borgo e un panorama mozzafiato che si estende davanti agli occhi estasiati degli spettatori e delle persone che a essa hanno dato vita. InArea – Il Volo è la scommessa del 2014 per questo festival che nella sua semplicità – una semplicità nobile, fatta di umanità, entusiasmo e forte volontà – ha dato voce a espressioni poetiche, a grida rivolte all’urgenza di comunicare qualcosa. Una comunicazione non gettata a caso, ma mirata a dimostrare come l’arte e il teatro siano vivi e fulgidi. Un palcoscenico dove le rivalità e la competizione fra divi imbellettati e, spesso, poco talentuosi è cosa ben lontana. Al loro posto regna, trionfante, una forte collaborazione e uno spirito comunitario che ha coinvolto, trascinato e letteralmente travolto chiunque si sia trovato hic et nunc, anche solo di passaggio.

Grazie al contributo di Sabino Civilleri ed Emanuela Lo Sicco, l’ispirazione per questo evento corale è venuta dal Maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki e dal suo film Il castello errante di Howl, in cui il fantasy e lo steampunk, l’epoca vittoriana e il soprannaturale si mescolano a tematiche quali l’ambientalismo, l’antimilitarismo e l’importanza dei rapporti umani.

È così che l’accozzaglia di ferraglia che dà vita al castello di Howl si allarga all’intera Lari. Lo spettacolo è itinerante. Il pubblico è diviso in quattro gruppi, ognuno di un colore e il monito è quello di rimanere sempre assieme al proprio gruppo, piedi per terra e testa in aria. Lari diventa un borgo errante, oppresso dalla presenza del Leader che, despota, si affaccia sulla piazza centrale per declamare i suoi intenti al proprio impero. È la dittatura e tra la folla di astanti si aggirano gli scagnozzi del Leader. La folla si divide e i gruppi si muovono simultaneamente, ma assistendo a performance diverse, in postazioni e ordine sparso.

Così, mentre fanno capolino i protagonisti di Miyazaki – Sophie e Testa di Rapa – capita di incontrare degli strani uomini dalle movenze di gomma, che si cercano e sostengono e abbracciano. Il tema del volo diventa sempre più presente e lo spettatore non può far altro che lasciarsi condurre per mano, lasciarsi prendere dall’euforia del lancio di aeroplani di carta – tutto sotto la frusta e gli ordini di altri fautori del regime – mentre il popolo di ribelli sussurra frasi dall’impatto potente.

Ci si imbatte poi in un angelo sofferente, legato, imprigionato, impossibilitato nel suo volo, ma determinato nella volontà di ribellione al regime. E la Sala Maghine pullula: non ci si arrende, il fuoco alimenta gli ingranaggi del castello che si deve innalzare, il volo si deve compiere. Il Leader tutto sa e tutto vede. I suoi adepti cercano di attirare nel proprio vortice e danno istruzioni: un sassolino da stringere in mano che non farà alzare da terra, perché non è possibile volare. Ma la danza degli ingranaggi continua proprio sotto la piazza da cui si è affacciato il Leader e il castello è ormai pronto. Si deve salire fino in cima, si devono staccare i piedi da terra, si deve alzare lo sguardo e allora si vedranno tante lanterne luminose alzarsi il volo, mentre la vittoria e la festa si innalzano a suon di tamburi. Una musica trascinante, una danza liberatoria decreta la sconfitta del regime e il volo di libertà per tutti i ribelli.
Lo spettatore non può far altro che disinibirsi e unirsi in comunione con quelli che non sono più solo attori, ma i protagonisti a tutto tondo di una storia, di un sogno di libertà, di una scommessa meritatamente vinta.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno di Collinarea Festival 2014
Lari
sabato 2 agosto, ore 22.30

InArea – Il Volo
da un’idea di Sabino Civilleri ed Emanuela Lo Sicco
con la partecipazione delle compagnie: Teatro dei Venti; Carrozzeria Orfeo; Leviedelfool; Ammonia Danza Corrosiva; Ordine Sparso; Uthopia / Ciro Masella; Neapolis; Teatro delle Bambole; Scenica Frammenti.
contributo musicale di Associazione musicale Bandão (percussionisti), diretta da Francesco Petrini; Aragona Jazz Trio con Aurelio Di Tullio (sax tenore e soprano), Enzo Salerni (chitarra)  e Giuseppe Lubatti (contrabbasso).
alcuni abitanti del borgo hanno contribuito alla messa in scena del progetto

 

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