Quando il pennello si tinge di luce

Palazzo Reale propone alcuni tra i capolavori dell’Impressionismo. Filo conduttore della mostra il gusto artistico di due mecenati statunitensi – i coniugi Sterling e Francine Clark.

Chi non vorrebbe appendere un Manet in casa propria? Molti di noi si accontenterebbero anche di una stampa. Non così i coniugi Clark – lui era uno degli eredi della Singer – che hanno trascorso la vita a collezionare oggetti “belli” – dai quadri alle porcellane – e, in particolare, alcuni dipinti degli esponenti più famosi del movimento impressionista francese – da Renoir a Monet, da Manet a Pissarro. Oggi quella collezione privata è diventata il fulcro di un museo d’arte e di un centro di ricerca e perfezionamento nel campo delle arti visive situato in una splendida tenuta nel New England, in Massachusetts, e di una mostra itinerante che parte proprio da Milano.

E adesso veniamo all’esposizione.

Merito primo della stessa è di mettere a confronto i vari Renoir con la pittura dell’Ottocento, esposta nei Salon, per far comprendere al pubblico la portata rivoluzionaria del modo di dipingere di Manet e soci – sia per la differenza qualitativa nel trattamento della materia (tela, colori, uso del pennello, campata) sia, soprattutto, per l’”impressione” che un quadro come Bagnante bionda di Renoir restituisce al nostro occhio se contrapposto, per esempio, a Nudo seduto di William-Adolphe Bouguereau.

In secondo luogo si sottolinea giustamente l’importanza della fotografia (anche con la proiezione di alcuni filmati d’epoca che aiutano lo spettatore a calarsi nell’atmosfera parigina di fin de siècle) in rapporto al discorso poetico proprio dell’Impressionismo – basti vedere l’effetto quasi sfocato di opere quali Il palco a teatro (Al concerto) di Renoir.

E, ancora, l’inserimento di dipinti firmati da alcuni tra i precursori del movimento, che aiutano a contestualizzare il percorso creativo degli impressionisti, con un accenno importante alla Scuola di Barbizon – purtroppo poco conosciuta al di fuori del mondo accademico.

Pendant, infine, con Pierre Bonnard – esponente del gruppo dei Nabis – che nel quadro Donne con cane è già precursore di un nuovo modo di dipingere che prende le mosse dall’Impressionismo ma si avvicina quasi all’astrattismo (nell’abito a quadri della donna in primo piano) e rimanda, per la piattezza della composizione e la mancanza di prospettiva, sia a quel passato dominato da Cézanne sia al futuro cubista.

Il percorso in sé è suddiviso per tematiche (e non per l’elevatezza del soggetto – ad esempio, il sacro – che nell’arte contemporanea non è più un criterio attendibile per la valutazione di un’opera) per valorizzare l’importanza della luce (a livello di trattazione materica della stessa. E vi consigliamo, anche se in altra sezione: La baia di Napoli, sera di Renoir). Oppure della natura (per la preferenza di dipingere all’aria aperta) e, ancora, dell’acqua (per i giochi di luce e i riflessi che la stessa crea. Un esempio su tutti, Scogliere a Étretat di Claude Monet) o, infine, della carne – resa con la stessa pennellata evanescente e quasi in continuum con l’aria circostante. Si veda a proposito la bellissima Fanciulla con uccello (Mademoiselle Fleury in costume algerino) di Renoir, nella sezione Viaggi.

Interessanti anche i pannelli esplicativi che non sono dispersivi ma oltremodo precisi e puntuali nelle concise esplicazioni. Unica pecca in una mostra, peraltro godibilissima, la confusione che a volte si crea tra precursori, maestri dell’Impressionismo e contemporanei accademici. Bisogna infatti pensare che non sempre lo spettatore ha nel proprio bagaglio culturale la capacità di scindere e giudicare e, forse, una maggiore suddivisione delle opere avrebbe giovato a fare chiarezza.

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La mostra continua:
Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark
Palazzo Reale
Piazza Duomo, 12 – Milano
fino a domenica 19 giugno
orari: lunedì ore 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica ore 9.30-19.30; giovedì e sabato ore 9.30-22.30 (La biglietteria chiude un’ora prima)

Questa mostra è stata organizzata da:
Sterling and Francine Clark Art Institute, Williamstown, Massachusetts, USA
Produzione e organizzazione Palazzo Reale e Arthemisia Group
Mostra a cura di Richard Rand
Consulenza scientifica Stefano Zuffi
Progetto espositivo e direzione dei lavori Cesare Mari e Paolo Capponcelli
PANSTUDIO Architetti Associati
Lighting designer Francesco Murano
Catalogo Skira

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