L’incertezza della postmodernità

Fino al 26 febbraio al Teatro Tertulliano va in scena In carne e Wireless, una riflessione sulla condizione umana in tempo di crisi.

Punto fermo dello spettacolo è il precariato, condizione essenziale della vita della sventurata protagonista – eccezionalmente interpretata da Federica Bognetti. L’incipit, che progressivamente diventa il vero filo conduttore di In carne e Wireless, evoluzione di Opera Popolare Interinale di Camattini, è quello che accomuna l’esteso mondo attuale del precariato. Nella modernità liquida – sono chiari i riferimenti al pensiero di Zygmunt Bauman – la donna della crisi si trova intrappolata nella rete della burocrazia cibernetica, oggettivata e consegnata alla macchina senza fili, quel wireless che finisce per disincarnare la sua grande umanità.

Massima l’introiezione della crisi da parte della protagonista – attrice di teatro ormai rassegnatasi all’idea di dover trovare un’alternativa per “campare”. «Perché la crisi attuale è culturale prima che economica»: aveva illustrato con l’ultimo lavoro – accompagnato dalla voce e dal pianoforte – il cantautore Francesco Camattini (autore di testi e musiche). Pur di vivere, si deve accantonare il talento artistico per un umile impiego in una paninoteca.

Incapace di andare avanti soltanto con il palco, la donna della crisi racconta la storia di quattro personaggi i cui bisogni sembrano dipendere da burattini che muovono la macchina informatica. È in questa contrapposizione che si esalta il divario tra la carne – intesa come massima umanità,- e quel “senza fili” (wireless), segno del più accentuato progresso tecnologico, inane nel soddisfacimento delle urgenze principali: la ricerca di un lavoro e la volontà di avere un figlio. È un continuo rimandare – quello dei fantocci – che, di volta in volta, vestono i panni del dipendente dell’agenzia interinale e del luminare della medicina, al quale la protagonista si rivolge alla ricerca di una soluzione per i problemi che l’angustiano.

Il passaggio da un link all’altro – icona significativa della supremazia del web – è quasi un viaggio all’interno di una Matrioska, dove la cifra del reale si confonde man mano che si va a fondo, fino a confondersi con l’esistenza virtuale.
I movimenti e gli stati d’animo che traspaiono segnano l’instabilità di ogni tentativo compiuto per imprimere una sterzata alla vita precaria. Le figure della cosiddetta “flessibilità” traballano: rigide, mosse dalla disperazione di un mondo che sembra destinato a crollare.

Lo spettacolo continua: Spazio Tertulliano
via Tertulliano, 68 – Milano
fino a domenica 26 febbraio
orari: da mercoledì a sabato, ore 21.00 – domenica, ore 16.00 

In carne e wireless
testi di Francesco Camattini
regia Federica Bognetti
con Federica Bognetti
piano Alessandro Sgobbio
musiche di Francesco Camattini e Alessandro Sgobbio
tecnico suono Andrea Rovacchi
disegno di Alessio Tibaldi (Netdipendente, particolare, 2007) 
grafica Andrea Tibaldi
produzione CompagniaVerandaRabbit

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