«Solo la musica ci salverà»

vittoria-teatro-romaAl Teatro Vittoria di Roma, unico interprete e protagonista di Indagine di un musicista al di sopra di ogni sospetto è Max Paiella, che vive il mondo attraverso il concetto della musica. L’intento è quello di capire come suonano le parole dei politici, in un idioma spesso incomprensibile, soprattutto quando a mancare è la capacità dell’ascolto.

In una canzone di neanche molto tempo fa Vasco Rossi diceva di voler trovare un senso alle cose, anche se le cose “un senso non ce l’hanno…”
Più che un senso dovremmo imparare ad ascoltare il suono delle cose, ed è quello che si propone di fare Max Paiella all’interno dello spettacolo Indagine di un musicista al di sopra di ogni sospetto, in scena al Teatro Vittoria dal 4 al 16 marzo.
Conosciuto da tutto il pubblico per le sue doti di comico, mattatore, cantante, musicista (ha partecipato in televisione a numerosi programmi quali Zelig, Gazebo, Parla con me, The show must go off) con la sua poliedricità Paiella propone una performance basata su momenti di comicità che vedono alternarsi sul palcoscenico musica, sketch, parodie, dialogo con gli spettatori e anche poesia. Prende a modello i grandi poeti greci e i filosofi, inserendo – in un contesto tutto da ridere – anche brevi attimi di riflessione («Siamo talmente presi dai nostri problemi, chiusi nel nostro egoismo, che ci siamo dimenticati come si fa ad ascoltare»). Ed è partendo dal suono che Max Paiella si appresta a compiere la sua indagine da musicista, un viaggio nella musica per capire bene come suona l’Italia, la sua cultura, le sue manie, e lo fa nelle vesti dei personaggi più noti al grande pubblico: Augusto Minzolini, Ignazio Marino, Gianni Alemanno, Fabrizio Cicchitto, Niky Vendola, Matteo Renzi, senza disdegnare Gigi D’Alessio, Biagio Antonacci, Tiziano Ferro, Carmen Consoli, Bruce Springsteen, Frank Sinatra, Giusy Ferrero e tanti altri.
Sulla scena sono presenti pochi oggetti: una poltrona in pelle rossa, due quadri, un vaso di fiori, un veliero, una scatola in legno che Paiella usa come podio per salirci su nei panni di Barack Obama ma anche per tirar fuori i trucchi per le sue imitazioni e, alle spalle, un’orchestra che appare e scompare dal nulla come per magia. Assistere a questo one man show a tratti è come assistere ad una favola, dove anche gli oggetti, le note, le parole sembrano avere un qualcosa di fantastico; l’interprete sa essere più che eccellente nel creare e ricreare questa atmosfera senza mai annoiare gli ascoltatori in sala, ma poi vien da chiedere: siamo sicuri che la gente sappia ancora e davvero ascoltare?
Può succedere infatti che mentre assistiamo all’enunciazione di un programma di governo lo scambiamo per un brano jazz o, peggio ancora, che cantiamo l’inno di un partito convinti di cantare un testo di Battiato. Di fatto, non è detto che tutti comprendano il contenuto di una canzone fino in fondo, senza contare il peso dell’interpretazione. Immaginiamo ad esempio un testo dei Tiromancino cantato da Amy Winehouse; per qualcuno potrebbe anche non fare alcuna differenza, bombardati come siamo da tanti suoni e melodie usate come sfondo per pubblicizzare un prodotto alla TV («Pensiamo a Mika e Chiara… mica ti salvi con una musica così…!»).
E poi, oltre al suono, gli oggetti. Perché sono sempre gli oggetti più vecchi a darci fastidio? Perché quelli nuovi li dimentichiamo subito mentre restiamo ancorati a quelli più vecchi? Il vecchio porta spesso con sé una scia di dolore, ma forse è proprio perché è solo attraverso il dolore che si riesce a capire meglio il suono, il senso delle cose.

Lo spettacolo continua:
Teatro Vittoria
Piazza Santa Maria Liberatrice, 10 – Roma
fino a domenica 16 marzo
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.30

La LSD Edizioni presenta
Indagine di un musicista al di sopra di ogni sospetto
di e con Max Paiella

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