Il gigante malato

Il Teatro Vascello presenta Interno 3, un trittico di atti unici che tenta di mettere a fuoco gli incagli del rapporto uomo-donna, individuo-interiorità, società-diverso, all’interno di una cornice teatrale che contrae molti debiti con il cinema. 

Interno 3 è un progetto nato per esplicito desiderio della compagnia di attori formata da Nicoletta Braschi, Enrico Ianniello e Tony Laudadio. Francesco Saponaro ha così ideato ad hoc una regia che amalgamasse in un quid unico i tre testi originali scritti per l’occasione: Dimensione affettiva di King Kong, dello scrittore e sceneggiatore Massimiliano Virgilio, A lunar woman, della saggista e poetessa Antonella Anedda, e Ritratto di coniugi con Festa, dello storico dell’arte e poeta Igor Esposito.
A primo impatto sembra difficile rinvenire un fil rouge che leghi i tre atti rappresentati: il primo sembra – e forse vuole sembrare – la trasposizione teatrale di un corto cinematografico, a maggior ragione poiché trae ispirazione da uno dei soggetti più celebri della storia di Hollywood, il mitico King Kong, qui magnate della produzione cinematografica, affetto da depressione e corna, contratte dalla moglie Fay Wray (Nicoletta Braschi), l’attrice per cui si arrampicò sul “fondale di cartone” dell’Empire State Building diventando una celebrità. Forse perché Fay si rivela una totale mentecatta per cui non varrebbe la pena di scalare neanche lo spigolo di un marciapiede, o forse perché Mister Kong è un personaggio troppo rarefatto, non tutto uomo e non tutto scimmia, indefinibile, o forse per la minimalità strutturale e necessaria del testo, questo primo atto non convince, se non per la notevole dote attoriale di Laudadio-scimpanzè. Il tema centrale qui accolto, quello della diversità nel sociale e nel privato, del disagio e della frustrazione, sembra non essere mai a fuoco, talvolta alleggerito dal contesto surreale in cui è inquadrato, per questo il passaggio al quadro seguente, A Lunar woman, che cambia radicalmente registro e linguaggio, è percepito come nettamente contrastante. La proiezione di sfondo, che anche nell’episodio di King Kong ha giocato un ruolo rilevante come elemento scenografico e di effetto, qui si fa preponderante, andando a rappresentare il “luogo” mentale (un paesaggio lunare, appunto) in cui sono tracciati i percorsi e le suggestioni evocati dal testo, recitato dalla voce registrata della Braschi mentre l’attrice campeggia al centro della scena, intenta in una muta rappresentazione. Ma lo scarto fra figurazione e astrazione è davvero notevole, e disorienta lo spettatore, come pure l’atto finale, Ritratto di coniugi con Festa, che se per alcuni versi sembra recuperare il terreno di credibilità smarrito al principio, proponendo una coppia di sposi (Ianniello/Braschi) verosimile nella folle noia del quotidiano, finisce col perdere significato – deconcentrata su troppi spunti dedicati all’arte e all’antropologia difficili da approfondire in breve – e risultare sconclusionato.

Lo spettacolo continua: 
Teatro Vascello
via G. Carini, 78 – Roma
fino a domenica 2 dicembre
orari: da martedì a venerdì ore 20.30, sabato e domenica ore 19.30
(durata 1 ora e venti circa senza intervallo)

O.T.C. Onorevole Teatro Casertano, MIBAC Direzione generale per lo spettacolo dal Vivo, Le vie dei festival presentano
Interno 3
regia Francesco Saponaro
con Nicoletta Braschi, Enrico Ianniello, Tony Laudadio
suono Daghi Rondanini
disegno luci Pasquale Mari
scene e costumi Lino Fiorito

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