Esistenziale e moderno

teatro-delle-moline-bologna«L’Identità. La Solitudine. L’Arte». Tre temi ancestrali e profondissimi si fondono in un testo un po’ patchwork per dare forma a un’opera intima, che è insieme cerebrale e onirica: Io.Sono.Solo.Amleto al Teatro delle Moline di Bologna.

Marco Cacciola, attore esperto e pluripremiato, legato in particolare ad Antonio Latella, ma anche a Andrée Ruth Shammah, Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, , è alla sua prima esperienza con un lavoro assolutamente personale del quale è autore, regista e unico interprete. Prendendo spunto dalle vicende dell’Amleto di Shakespeare, propone una visione essenziale di alcune tra le dinamiche più profonde che strutturano la società moderna, dal rapporto padre e figlio, alla costituzione delle relazioni di potere, dalla contrasto tra dimensione pubblica e privata, fino alla confusione tra vendetta e giustizia.

Le tematiche, analizzate con realismo quasi brutale, sarcasmo e finezza psicologica, sono quelle più generalmente umane, perché in fondo «siamo noi a essere Amleto: sopraffatti dal Pensiero, impossibilitati all’Azione».

In un ambiente quasi asettico, dove inizialmente si impone il bianco assoluto, Marco Cacciola si muove con misurata attenzione impersonando uno a uno i vari personaggi di Amleto, affidando a ognuno di loro riflessioni elaborate e espressioni che agitano violentemente l’emotività della platea. Il linguaggio è accurato e tagliente, le parole chiaramente scelte e soppesate per colpire e imprimersi efficacemente nella mente dello spettatore sfruttando effetti vari, dall’empatia all’ossimoro.
Nel suo incedere discorsivo Cacciola utilizza testi scritti da Lorenzo Calza, Letizia Russo, Michelangelo Dalisi e Mariangela Gualtieri, le cui parti oscillano tra momenti di grande tensione drammatica e altri di sarcasmo dal sapore grottesco, giustapposti con interruzioni nette, che per un attimo quasi disorientano.
L’ambientazione surreale e distorta viene sostenuta e amplificata dall’utilizzo delle luci, della scenografia minimalista ma molto ben sfruttata, e dai contenuti video che vengono proiettati sullo sfondo; così come dai movimenti scenici dell’attore, previsti con cura e, di volta in volta, profondamente caratterizzanti per il personaggio che viene portato in scena. Il protagonista di tutto lo spettacolo è, però, la terra: prenderne una manciata da un enorme sacco e spargerlo sul palco è il primo gesto che l’attore compie in scena. Un gesto che continua e continua e in breve tempo riempie tutta la scena di una terra scura, odorosa, che porta tutto il senso della materialità persistente a cui sono legate quelle sensazioni private ed esistenziali che cercano di essere espresse con le parole. Tutti i personaggi, tutte le situazioni, si sporcano e si mescolano con quella terra; tutto, alla resa dei conti, appare misero e indifferente.
Quello che, al termine dello spettacolo, si impone nello spettatore che lascia la sala è, dunque, una sensazione di inquietudine diffusa, diretta alla società contemporanea e alla sua morale variabile e sfuggente. Resta una confusione stordente, ma positiva: come un monito a prestare più attenzione ai sentimenti e concedersi il tempo di analizzarli in maniera profonda e personale.

Lo spettacolo continua
Teatro delle Moline
Via delle Moline 1/b, Bologna
dal 29 Settembre all’11 Ottobre
dal martedì al venerdi ore 20:30, sabato ore 20:00, domenica ore 16:00

Io.Sono.Solo.Amleto
scritto, diretto e interpretato da Marco Cacciola
con testi originali di Lorenzo Calza, Michelangelo Dalisi, Letizia Russo
assistenza alla regia Carlotta Viscovo
audio e motion projection Iro Suraci
luci Fabio Bozzetta
consulenza al progetto sonoro G.U.P. Alcaro
consulenza ai movimenti Alessio Maria Romano
realizzazione costumi Elena Dal Pozzo
foto di scena Luca Del Pia
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

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