Quando la tv invade il teatro

PucciniTra macchietta e mancanza di empatia, la barca di Caronte non salpa

We’re all in the same boat (siamo tutti nella stessa barca), modo di dire ormai entrato nell’uso comune in molte lingue, è recentemente rimbalzato alle cronache a causa della sterile polemica contro l’intelligente manifesto di Marina Abramović per la Barcolana, la celebre regata triestina.
In Itaglia, di Virginia Martini, questa potente metafora diventa il fulcro della scenografia e dell’impianto drammaturgico dello spettacolo in questi giorni in scena al Teatro Puccini di Firenze.
Una performance che denuncia con forza le problematiche legate alle migrazioni tra le sponde del Mediterraneo, al feroce sistema di sfruttamento capitalistico nel quale cerchiamo tutti di tenerci a galla, al caporalato agricolo, alla mercificazione delle donne – spesso allettate da promesse di lavoro e poi costrette a prostituirsi.
Gli spettatori, seduti sul palco, a pochi centimetri dalla prua di un barcone, sono invitati a partecipare alla rappresentazione come migranti che, dalla riva, debbano decidere a quale scafista affidarsi, verso quale sogno andare incontro, in cambio dei risparmi di una vita e, spesso, di tutti i membri della famiglia.
Purtroppo, nonostante le ottime intenzioni, un incipit e un finale poetici, e una scelta scenografica e di vicinanza con il pubblico azzeccati, due punti non convincono.
Il primo è il testo, che manca di quella rielaborazione linguistica, di quello slancio poetico, di quel mix di reale e surreale, verità e metafora, carne e sangue ma anche anima, che innalza il teatro aldilà del medium televisivo o della docu-fiction. Il secondo è l’incapacità, a livello drammaturgico, di costruire situazioni di empatia e in grado di creare una reale compartecipazione da parte del pubblico che, chiamato a essere co-protagonista, langue poi sulla sedia, come fosse accomodato sul divano di casa.
Peccato, perché i temi messi in campo sono urgenti e il teatro, da sempre, è specchio della realtà.

Lo spettacolo continua:
Teatro Puccini
via delle Cascine, 41 – Firenze
fino a sabato 29 dicembre 2018, ore 21.00

Itaglia

Progetto Terre di Nessuno capitolo terzo
con Matteo Procuranti e Silvia Cuncu
drammaturgia e regia Virginia Martini
un ringraziamento speciale a Jelena Skuletic e Matteo Bartolini

 

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