L’ebbrezza di scegliere quando essere piccoli e quando adulti

Paolo Nani porta in scena al Teatro Filodrammatici un’ora di svago intelligente con Jekyll & Hyde, spettacolo in cui ci si diverte come bambini ma si riflette anche su temi importanti.

Una delle caratteristiche – a mio avviso – più preziose del teatro è la capacità di un attore di sapersi mettere a disposizione del pubblico, in maniera sincera e autentica. Nella clownerie questo aspetto diventa addirittura fondamentale. In questo caso, però, l’unico interprete, Paolo Nani, non possiede questo tratto solamente sul palco, in veste di clown, ma soprattutto una volta tolta la maschera, quando si concede agli spettatori, al termine della performance, svelando fatiche, retroscena, e fonti d’ispirazione di Jekyll & Hyde – spettacolo che sembrerebbe semplicissimo ma che, in realtà, nasconde un universo complesso e affascinante.

Quando svela che sono occorse due settimane per creare una scena che dura tre minuti ed è in apparenza banale – giocata tutta su gag sonore e mimiche – si inizia a capire che fare il clown non è fare il mimo né tanto meno il buffone, in maniera casuale o esagerata. Quello che stupisce maggiormente, però, è la potenza emotiva che emerge non solo nei momenti acrobatici e fisicamente più tesi, ma soprattutto nei passaggi basati su una gestualità minimale, su espressioni quasi impercettibili che, in realtà, rivelano un mondo nascosto.

Gli spettacoli di clownerie sono di solito brevi, constano di sketch di pochi minuti che fungono da intervallo all’interno di spettacoli di altro genere. La grandezza di Paolo Nani, al contrario, è quella di costruire oltre un’ora di performance, dotandola di una storia e di un senso compiuto, universalmente comprensibile perché basata sul linguaggio puramente mimico e fisico. Ma, altro punto di forza, il suo non è solo il clown goffo e divertente, bensì una maschera in grado di esprimere tutte le sfumature emozionali: dopo anni di recitazione drammatica, Nani ha sentito che era il momento di dedicarsi a una forma di spettacolo in cui fosse possibile non solo esprimersi attraverso un linguaggio universale, ma che potesse altresì rappresentare il concetto della polarità – e chi, meglio di un clown, può rappresentare due opposti contemporaneamente? Se, in altri spettacoli, la figura del clown gli aveva permesso di sondare il dualismo vita/morte, in Jekyll & Hyde l’interesse si sposta sui dualismi dell’animo umano, combattuto tra desiderio e dovere, necessario e futile, buono e cattivo.

Così Nani, partendo dalla figura di un clown – scienziato – bonario, timido e molto impacciato – che crea una sostanza in grado di trasformarsi in qualsiasi oggetto, ben presto si ritrova a sintetizzarne un’altra che lo rende disinibito e… cattivo. Ma la malvagità, in questo caso, è un concetto votato al divertimento, al servizio di una vena ironica rivolta soprattutto verso gli spettatori: preparatevi a essere le “vittime” divertenti e divertite di un clown/Mr. Hyde particolarmente birichino!

Gli scherzi di Hyde, così come le timidezze e le gag di Jekyll, sono in grado di far ritornare il pubblico a quell’età in cui si ride tanto e con poco; ma, d’altra parte, l’inizio suggestivo – grazie all’uso delle ombre cinesi – così come le diverse tecniche, che si susseguono nel corso dello spettacolo, permettono di riflettere su temi quali l’origine della vita, il rapporto uomo/donna, il dualismo dell’animo umano e addirittura la bellezza del perdono.

Più che consigliato a chiunque: ai grandi, se sono ancora in grado e hanno voglia di emozionarsi, e ai più piccoli, che si divertiranno insieme agli adulti, ma avranno anche modo di cogliere riflessioni profonde attraverso gesti semplici e chiari.

Lo spettacolo continua:
Teatro filodrammatici
via Filodrammatici, 1 – Milano
fino a domenica 18 dicembre
orari: martedì, giovedì, venerdì e sabato, ore 20.45 – mercoledì, ore 19.30 – domenica, ore 16.00

Jekyll & Hyde
Il lato oscuro del comico
con Paolo Nani
regia Frede Gulbransen
scene e costumi Julie Forchammer
ingegnere del suono Jens R. Petersen
co – produzione Norland Visual Theatre Stamsund, Norvegia

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