Fermati! Perché non combatti?

A La Spezia, nella terza giornata di Fisiko!, il focus sulla danza contemporanea di Fuori Luogo, presenta Manuela Serra con Just Before The Forest #La Spezia e Balletto Civile con Killing Desdemona.

La serata inizia con un cambio di programma. A causa di un infortunio lo spettacolo programmato Das Spiel, di Alessandro Bedosti, è sostituito con una replica di Just Before The Forest #La Spezia, Dancing in the dust / Solo per due corpi di Manuela Serra.
Nonostante il cambio di location (lo spettacolo era dedicato a La Spezia e la replica ufficiale aveva avuto luogo nel rifugio antiaereo Quintino Sella), la performance trova accoglienza in una delle sale del Centro giovanile Dialma Ruggiero senza particolari intoppi.
Il progetto è affascinante sotto molti punti di vista, da quello umano a quello artistico. Coinvolge, infatti, ragazzi di colore che partecipano ai laboratori tenuti da Serra e Pallecchi, mentre dal punto di vista artistico è un affascinante fluire, sempre cangiante e senza soluzioni di continuità, di forme e arti diverse: danza, performance, parola cantata, parlata, poesia, visioni. Il tutto si mescola, amalgamato e cullato da un tessuto musicale e sonoro (realizzato dal vivo da Alessandro Pallecchi) dall’effetto unificante. Intenso, oscuro, pieno di energia terrigna e grinta animale. La foresta è fonte di vitalità selvaggia. Di un’energia immane ma potenzialmente distruttiva.

Alle 21.15 è la volta di Killing Desdemona di Balletto Civile. La scena è organizzata su tre piani di profondità: nella zona anteriore sono posizionate alcune sedie disposte sui lati, mentre la zona centrale resta libera per la danza. Un camminamento rialzato segna il confine con la zona posteriore, chiusa da un fondale – su cui, a momenti, è proiettata l’immagine di Desdemona e il Moro. A inizio spettacolo Jago cammina nella zona posteriore, tramando (nell’ombra e alle spalle) congiure e vendetta, mentre una strana figura prende lentamente vita sul camminamento rialzato. Altri attori restano seduti sulle sedie. L’ingresso dei due sposi rappresenta il nocciolo tematico dello spettacolo, ovvero l’idea di possesso.
L’atmosfera ha un che di noir, con una profonda venatura ironica e dissacrante. La figura di Jago è viscida (i bacini che dà alla Desdemona dipinta gettano un alone di lascivia su di lui e, di rimando, sull’insieme). L’amore del corpo, l’amore come magnetismo irrefrenabile che tiene vincolato l’uno all’altra. Una sorta di lettura monoprospettica della vicenda che lascia solo lo schema base della trama: invidia e gelosia generano vendetta, grazie alla facile manipolazione e alla menzogna si arriva la morte – con fraintendimenti degni degli intrecci di una telenovela argentina.
Da questa interpretazione la figura di Otello esce un po’ male: fondamentalmente parrebbe un idiota. La sua mancanza di autonomia nel formulare un giudizio, nel comprendere l’animo umano è totale. Forse è onesto, ma certo né intelligente né acuto. Non sa vedere, non sa leggere il cuore di chi ha intorno. Un’interpretazione dell’opera shakespeariana che esclude sottigliezze psicologiche e sfumature. Vero è che, se si sta parlando di femminicidio, la lettura non potrebbe essere più precisa. L’uomo uccide perché non può possedere, si legge nelle note di sala. L’uomo va a pezzi quando si accorge che il possesso non è tutto. E la donna? Desdemona dolce, tenera, fragile, ingenua e piena di fiducia, farebbe bene ad avere un coltello (o una pistola) a portata di mano. Farebbe meglio a non credere che tutto andrà a finire bene. Dovrebbe coltivare meno la speranza e più il buonsenso e l’autodifesa per salvarsi la pelle. D’altronde, uccidere Desdemona significa uccidere una visione femminile del mondo. Ma siamo stanchi di veder uccidere Desdemona e forse sarebbe il caso che la nostra eroina risvegliasse il suo lato maschile, tirando fuori le armi per difendersi.
Le appassionate battaglie di Venere hanno senso solo se si è alla pari nella contesa. Chi detiene la supremazia fisica ha in mano costituzionalmente il destino dell’altro, il quale dipende dalla sua benevolenza, dalla sua clemenza, ogni giorno. E così entrambi, Otello e Desdemona, muoiono (come spesso avviene nella realtà) ed entrambi sono destinati all’inferno perché la loro esistenza fallisce. Non erano consapevoli di se stessi, non conoscevano la loro reale condizione.

Gli spettacoli sono andati in scena:
Centro giovanile Dialma Ruggiero

via Monteverdi 117, La Spezia (SP)

ore 19.00
Just Before The Forest #La Spezia
Dancing in the dust / Solo per due corpi

liberamente ispirato a La Notte prima della foresta B. M. Koltès
di e con Manuela Serra

ore 21.15
Balletto Civile presenta:
Killing Desdemona
liberamente tratto da Otello di W. Shakespeare
regia e coreografia Michela Lucenti
assistente alla regia Enrico Casale
musica originale eseguita dal vivo Jochen Arbeit (Einstürzende Neubauten)
interpretato e creato da Fabio Bergalio, Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Ambra Chiarello, Michela Lucenti, Demian Troiano e Natalia Vallebona
scene Alessandro Ratti
costumi Chiara Defant
disegno luci Stefano Mazzanti
suono Tiziano Scali
organizzazione Andrea Cerri
una produzione Balletto Civile
coprodotto da Festival delle Colline Torinesi, Ravello Festival, Neukoellner Oper Berlin, Compagnia Gli Scarti
con il sostegno di Mare Culturale Urbano, CTB Centro Teatrale Bresciano, Festival Resistere e Creare, Centro Dialma Ruggiero-FuoriLuogo

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