Un frammento d’Africa sul palcoscenico aretino

L’ultima giornata del Festival si apre con una serie di iniziative che presentano alcune esperienze teatrali di Arezzo e provincia, e si chiude con un viaggio sulle rive del Niger.

Per un’intera mattinata il Teatro Petrarca, ossia il cosiddetto salotto buono cittadino, accoglie le esigenze di una società che sempre più vede nelle attività artistiche e culturali un mezzo di condivisione di istanze e problematiche, oltre che di superamento delle barriere fisiche e/o ideologiche, dei pregiudizi così come delle paure, grazie agli esiti laboratoriali di alcune scuole superiori del circondario e, soprattutto, alla presentazione dell’esperienza ventennale di Diesis Teatrango con i ragazzi autistici.

A seguire nel primo pomeriggio, al Teatro Pietro Aretino, sale sul palco Mario Martone per discutere della sua ultima pellicola, ossia Il Sindaco del Rione Sanità – film presentato alla Biennale Cinema. Dato che, quest’anno, il tema scelto dal Festival dello Spettatore è il confronto con i maestri, il discorso su come un regista, teatrale o cinematografico, possa oggi rileggere (senza tradirlo) il lavoro di Eduardo appare più che mai pertinente. L’attualizzazione dei personaggi sembra essere la strada che hanno scelto Martone e il suo protagonista, Francesco di Leva – un Barracano quarantenne, specchio di tempi in cui ci si brucia in fretta, o come insegnava Blade Runner: “La luce che arde col doppio splendore, brucia per metà tempo”. Un trovare, quindi, appigli nella contemporaneità per ridare vita a situazioni e personaggi che, altrimenti, risulterebbero macchiettistici o stantii. Al termine dell’incontro, si rimane con la curiosità di vedere il film.

Alle 17.00, la conclusione del Festival è affidata alla compagine Piccoli Idilli, con il racconto per bambini (ma anche per adulti), Kanu. Ben interpretato e mimato da Bintou Ouattara, con le musiche e i canti tradizionali dal vivo di Ousmane Coulibaly e Mamadeni Coulibaly, lo spettacolo corre su binari veloci e sicuri restituendoci un frammento d’Africa. Attraverso la fiaba si scoprono non solamente leggende e tradizioni di uno spazio e un tempo che parrebbero lontani ma che sono, come noi stessi, periferie dell’impero – in questo mondo globalizzato; ma anche un modo conciliante e positivo di affrontare le sfide più dure della vita: la solitudine, la protervia dei potenti, la gelosia, l’oppressione e la povertà.
Emblematica la conclusione. “Tutto si spezza nella vita, le unghie così come un cuore” (in fondo, persino la vita stessa). Eppure nel grande fiume dell’esistenza, così come nelle acque del Niger, il coccodrillo e l’ippopotamo hanno convissuto in pace da sempre. Un monito, un insegnamento, una speranza, forse una promessa. Educativo ma non pedagogico. Poetico ma non zuccheroso. Un momento di verità teatrale e di vita applaudito da un Teatro Petrarca praticamente sold-out. Migranti e italiani, uniti di fronte a un frammento di bellezza, dimentichi di quel mondo politico-economico che, là fuori, da domani tenterà nuovamente di separarci.

Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito del Festival dello Spettatore 2019:
domenica 6 ottobre, ore 17.00
Teatro Petrarca
via Gustavo Modena, 12 – Arezzo

Piccoli Idilli presenta:
Kanu
con Bintou Ouattara
musiche dal vivo a cura di Ousmane Coulibaly (kora, gangan, voce) e Mamadeni Coulibaly (bara, calebasse, voce)
in collaborazione con Kadi Coulibaly
diretti da Filippo Ughi
foto Santina Bonfanti
(adatto dai 4 anni in su)

Foto di Mara Giammattei: Spettatori e osservatori da tutta Italia, riuniti ad Arezzo

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