L’Olanda, capitale della danza contemporanea

61568741 1596092490523325 6159044632165482496 NLa terza giornata di Kilowatt si accende grazie all’energia di Shailesh Bahoran e Redouan Ait Chitt, in prima serata sul palco del Teatro alla Misericordia

Si sale sale sale, fra angusti cunicoli che conducono ai sentieri infiniti del cielo. Una rievocazione, quella di Bartolini/Baronio con questo 9 lune, che solo a tratti funziona. L’interlocuzione con gli spettatori difficilmente si eleva al di sopra della superficie; gli spezzoni dello sbarco sulla Luna non riescono a riportare alla luce, per chi l’ha vissuta, quell’esperienza. Manca quella dose di empatia che, sola, permette una più profonda esposizione personale. Rimane la scoperta di un mondo, quello dei campanari, che sembra essere alimentato da nuova linfa e voglia di partecipazione. La fatica della salita è ricompensata dalla vista a 360° che la torre campanaria offre sul borgo. Si è avuta, inoltre, la possibilità di apprezzare il lavoro del campanaro Bruno il quale, alle 17.30 in punto, si è esibito in quello che, per lui, è un gesto che vale una vita.

La danza olandese continua a stupire proponendo stili e approcci alla stessa completamente differenti fra loro, ma sempre connotati da una grande capacità tecnica ed espressiva. Era già capitato di restare stupiti osservando il lavoro della N.T.D. 2 nel Chiostro di Santa Maria Novella, a Firenze, nell’ambito del Florence Dance Festival dello scorso anno. Ora, a Kilowatt Festival, si è avuta l’opportunità di assistere a due spettacoli, diametralmente opposti come contenuti ma entrambi coinvolgenti, su coreografie di Shailesh Bahoran. La prima, Heritage, danzata dallo stesso coreografo, ha un sapore quasi mistico, e mostra una padronanza del corpo che rimanda alle esibizioni dei maestri di Butoh sia nelle forme espressive che nel controllo dei muscoli e della respirazione. La gestualità rinvia anch’essa alle danze orientali, data l’importanza intrinseca di ogni singolo movimento – sempre ben controllato e coerente con il motivo musicale. Le luci assecondano questa danza del corpo in modo perfetto accentuandone i momenti maggiormente emotivi e le successive azioni coreografiche.

Totalmente differente la seconda esibizione, REDO, con il danzatore Redouan Ait Chitt che, attraverso un gioco di luci e di ombre, proietta le proprie disabilità fisiche in un discorso di grande dignità. La sua esibizione, in un crescendo di movimenti che, prima, sorprendono e, poi, lasciano stupefatti sembra prendere le misure del corpo e delle sue difficoltà per poi piegarlo a richieste sempre più imperiose – in questo ben coadiuvato dalle luci e dal disegno coreografico. Il finale mostra quanto possano fare il talento e la volontà se supportati da una buona tecnica e da una severa disciplina.
Piccolo inciso: per cimentarsi a tutto campo nel settore coreutico occorrono supporti esterni concreti – tecnici ed economici – che aiutino a sviluppare la creatività (e, in questo momento, da quanto ci ha riferito Shailesh Bahoran, l’Olanda si sta muovendo in questo senso con finanziamenti pubblici anche a favore dell’hip hop). E qualsiasi attività artistica, portata avanti con serietà, dimostra a tutti noi quale fonte di bellezza possa essere.
Una complessa macchina scenica è parte integrante dello spettacolo Angst – il dramma perfetto, che chiude la nostra giornata a Kilowatt. Predominante l’uso di proiettori e veli. L’etereo inizio con proiezioni del corpo su quello che appare un tappeto di luci contrasta con le ombre minacciose che annunciano il dramma. Il gioco funziona, sempre sospeso tra passato e presente, teatro delle ombre, voci fuori campo, musica suggestiva e alcuni flashback. Con il procedere dell’azione, però, si rimane un po’ sconcertati: la recitazione non coinvolge e, in alcuni casi, il contenuto drammaturgico risulta ridondante rispetto alle immagini proiettate in precedenza. I momenti dal vivo faticano a coniugarsi con il contenuto dei video (in alcuni casi troppo realistici) e l’abbondanza dei mezzi tecnici messi in opera distanzia lo spettatore. Interessante la ricostruzione ambientale e l’uso delle fonti luminose per generare sempre nuovi scenari nei quali si muovono Giulietta Debernardi e, in piccola parte, Diego Dioguardi.

Gli spettacoli sono andati in scena nell’ambito di Kilowatt Festival 2019:
Sansepolcro (AR), varie location

domenica 21 luglio 2019
ore 17.00
Itinerante in Case Private
Bartolini/Baronio presentano:
9 lune

ore 20.15
Teatro alla Misericordia
Shailesh Bahoran – Redouan Ait Chitt (NL) presentano:
Heritage+REDO

ore 22.05
Auditorium Santa Chiara
Scarlattine / Teatro della Caduta presentano:
Angst – il dramma perfetto

www.kilowattfestival.it

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