Diario di bordo

Il viaggio: nella vita, nella poesia, nel pensiero. Questo il fil rouge che lega la prima giornata di Kilowatt Festival, nel borgo di Sansepolcro.

Chi è lo straniero? Inteso, però, come The stranger (nel titolo originale), e non foreigner. Quindi, lo sconosciuto – come nella canzone di Sinatra – l’altro da sé, l’ignoto dentro e intorno a noi.
Il viaggio come metafora della vita. L’opportunità di sentirsi in pieno possesso di se stessi e del proprio futuro perché calati in situazioni altre da quelle quotidiane; circondati da sconosciuti che, per un breve percorso, entrano in contatto con noi su un piano molto personale, sollecitando una compartecipazione autentica spettatore/performer; liberi di vagare in un borgo estraneo e affascinate, come Sansepolcro – vagando tra solai e magazzini abbandonati, svelando l’intimità di dimore private e vissute, dominando la valle da una torre, dalla quale lo sguardo si poggia tranquillo sulle colline, accarezzando l’orizzonte.
Tutto questo e molto di più è la performance/walkabout di Daniele Bartolini. Descrivere ulteriormente le esperienze che lo spettatore singolo può fare sarebbe scorretto, dato che priverebbe del piacere della scoperta; e fuorviante, in quanto ognuno, diventando in prima persona performer – a seconda della propria sensibilità e capacità di mettersi in gioco – potrà immergersi più o meno pienamente, godendo delle sollecitazioni intellettuali, visive, artistiche o musicali.
La sensazione finale è di leggerezza infinita. Nel qui e ora, il passo si libra quasi a mezz’aria. E la vita ritorna prepotentemente nelle nostre mani.

A seguire, il reading poetico di Mariangela Gualtieri. Sulla scia di illustri precedenti – quali Howl, letto per la prima volta da Allen Ginsberg nel 1955 – la poetessa risuona come un’epigona degli anni 70. Da lei emana un senso di maternità diffusa, intesa come passione, fecondità, abnegazione, cura. Decisamente al femminile. Ma, essendo un reading – pulito ed essenziale – coinvolge chi apprezzi la poetica di Gualtieri. Per gli altri, non essendo supportato da alcun mezzo o linguaggio teatrale, può scivolare via stranamente silenzioso. Curioso che la poetessa decanti Interrogazione alla primavera con pericolosa rima finale, chiedendosi quale mente possa aver creato la meraviglia floreale.

La risposta, per noi atei materialisti, viene dalle parole di Tito Lucrezio Caro, citate nel De Rerum Natura e al centro del bell’esperimento teatral/divulgativo firmato dal matematico e saggista, Piergiorgio Odifreddi – che dimostra altresì ottime doti di intrattenitore, ben coadiuvato da Irene Ivaldi (che legge brani del De Rerum Natura) e Lamberto Curtoni al violoncello. Tornando alla risposta: nessuna mente. Semplicemente, l’evoluzione. Anche perché questa mente divina avrebbe dovuto essere ben poco divina se, occupandosi della creazione della Terra 4 miliardo e mezzo di anni fa (ma per la Bibbia solo qualche migliaio), si fosse dimenticata dei fiori fino a circa 50 milioni di anni fa. Tornando alla proposta teatrale di Odifreddi, la si consiglia caldamente a tutti i pensatori liberi – da dogmi, superstizioni, paure ataviche ed escatologie da teiere celesti à la Bertrand Russell.

Un inizio decisamente interessante per Kilowatt, che potremmo sottotitolare Festival della mente.

Gli spettacoli sono andati in scena all’interno di Kilowatt Festival 2016:
San Sepolcro (AR), varie location

da venerdì 15 a sabato 23 luglio

venerdì 15 luglio, dalle 18.00 alle 23.00
Laudi
DLT / Daniele Bartolini (CAN) presentano:
The Stranger
(teatro, prima nazionale, 70 minuti per uno spettatore alla volta)

ore 21.00
Santa Chiara
Teatro Valdoca e Mariangela Gualtieri presentano:
Bello mondo
(teatro-poesia)

ore 22.05
Torre di Berta
Piergiorgio Odifreddi in:
Come stanno le cose
con Irene Ivaldi
musiche composte ed eseguite da Lamberto Curtoni, violoncello
(teatro-musica)

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