La Compagnia Internazionale de’ I Bugiardi porta in scena, ancora una volta, la Commedia dell’Arte.

La storia rappresentata narra di una fanciulla –  Taide – che ha due spasimanti: Fedria e Trasone. Trasone le regala una schiava – Panfila – e Fedria, per non essere da meno, un eunuco – ovvero un uomo al quale in età puberale è stato mutilato l’apparato genitale e che, nell’antichità, era considerato un essere umano al quale portare grande rispetto. Il colpo di scena arriva quando Cherea, fratello di Fedria, si innamora della schiava Panfila e decide di travestirsi da eunuco per poterle stare vicino. Essendo un uomo a tutti gli effetti non riesce a resisterle e le dà prova della sua virilità.

Gli attori sono tutti vestiti con i tipici costumi della Commedia dell’Arte e alcuni indossano le maschere: queste rappresentano dei personaggi fissi e convenzionali che aiutano il pubblico a capire, fin da subito, i ruoli dei vari attori all’interno del meccanismo drammaturgico.

Lo spettacolo è divertente soprattutto grazie all’interpretazione dello schiavo di Fedria che, con una bottiglia di vino in mano, si atteggia da ubriaco – barcollando e con voce tremante – e Cherea, che con il suo travestimento costruisce e dipana la trama.

Mentre gli attori che vestono i panni della domestica di Taide, Cherea appunto, e Fedria sono notevoli quando mimano una scena al rallentatore con tale maestria da controllare perfettamente sia i gesti, sia le espressioni del viso.

Il prologo e l’epilogo sono cantati dal medesimo personaggio – in maschera – che accompagna la voce con la chitarra.

Nonostante la messa in scena sia nel complesso allegra e divertente, vi sono ben poche differenze con gli altri spettacoli che la stessa compagnia propone a intervalli regolari. Si tratta sempre di testi classici latini e greci usate anche dalle compagnie di giro della Commedia dell’Arte, ivi compresi i costumi e le maschere. Perfino la scenografia non cambia, ridotta a una tenda verde dalla quale i personaggi entrano ed escono.

Nonostante vi si possa ravvisare un intento di fondo, ossia recuperare il gusto di un certo modo di fare teatro, forse una reinterpretazione con un taglio più registico o contemporaneo, potrebbe rendere maggiormente interessante ciò che, a volte, sembra pedissequa riproposizione di metodi ormai desueti.

Lo spettacolo continua:
Teatro Verga
via Giovanni Verga – Milano
fino a sabato 13 marzo –  riposo domenica 7 e lunedì 8 – ore 21.00

L’Eunuco
di Publio Terenzio Afro
produzione Compagnia Internazionale de’ I Bugiardi
regia Fabio Banfo, Marco Marangon, Ancilla Oggioni
con Fabio Banfo, Marco Marangon, Ancilla Oggioni, Elena Inserra, Antonio Panice, Gian Marco Pellecchia, Serena Piazza

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