V/ la retorica del teatro

Un regista alla sua opera prima, Rosario Lisma, sulla scena e nella realtà, si scontra con il desolante panorama teatrale italiano.

Protagonista Saverio: un “giovane” attore che, insieme ai compagni storici del suo percorso teatrale, decide di cimentarsi – per la prima volta – con la messa in scena di un testo proprio. Le difficoltà che incontra per questo debutto sono di due tipi: il fatto di essere, appunto, “giovane” (e sconosciuto) – in un Paese dove prima dei 40-45 si è perennemente esordienti – e la decisione di rappresentare un testo impegnativo sugli anni di piombo.
Brevi stralci di prove intervallate da interruzioni, discorsi, momenti di confronto tra i quattro amici – che s’imbattono costantemente nei nodi della loro esistenza: i problemi quotidiani che comporta un lavoro come quello dell’attore, ma anche e soprattutto gli aspetti retorici e macchinosi della creazione e della promozione di uno spettacolo.

Nei loro discorsi torna infatti, ossessivamente, il nome del critico per eccellenza che “deve” recensirli perché solo lui conta, solo lui può lanciarli, rendendoli famosi grazie ai suoi aggettivi secchi e definitivi – in una realtà teatrale dove non si riesce più a guardare alla sostanza ma ai colpi di scena, adeguandosi passivamente a quegli standard televisivi che si vorrebbe demonizzare ma che, al contrario, si ricercano e, talvolta, si ripropongono senza ritegno. Una realtà lavorativa – quella dell’interprete – dove, come tante altre in Italia, non esiste la meritocrazia ma la “em>conoscenzo/em>crazia” (come afferma uno degli attori) che conduce a un asservimento aberrante nei confronti del critico del momento o di chi riesce a farti conoscere la “gente giusta”.
Uno spettacolo meta-teatrale che, col pretesto di parlarci di un periodo delicato della nostra storia – quello della lotta armata – in realtà ci rende consapevoli dei meccanismi contorti e delle difficoltà che affliggono il mondo del lavoro, del quale il teatro fa parte. L’effetto finale è in qualche modo catartico: riflettendo su un’epoca in cui estremismi ideologici e politici portarono sì alle stragi ma anche a una lotta coerente per affermare valori altri e un teatro impegnato civilmente, i quattro giovani interpreti riescono, oggi, a scoprire la forza e la bellezza di un teatro “onesto”. La decisione è quella di portare in scena il loro spettacolo a ogni costo, arrivando all’operazione brigatista pur di renderci consapevoli di vivere in un Paese in cui l’arte – anziché essere supportata e promossa – deve fare “violenza” a se stessa e ai suoi protagonisti per raggiungere il pubblico.

Nonostante il finale che lascia l’amaro in bocca, la pièce scorre nel complesso piacevolmente, alternando saggiamente momenti di serietà e disillusione ad altri divertenti o umoristici. Ottimi i quattro interpreti, che vantano anche molte interpretazioni di grande qualità.

Lo spettacolo continua:
Teatro Leonardo

via Ampere, 1 – Milano
fino a domenica 10 aprile
orari: tutti i giorni ore 20.45, giovedì ore 19.45, domenica ore 16.00 (em>lunedì riposo/em>)

L’operazione
drammaturgia e testi Rosario Lisma
regia Rosario Lisma
assistente alla regia Alessio Donadio
con Ugo Giacomazzi, Rosario Lisma, Andrea Narsi, Andrea Nicolini e Lino Spadaro
musiche originali Andrea Nicolini
scene Francesco Fassone
costumi Neva Viale
luci Marco Burgher
produzione (Fondazione teatro Piemonte Europa Nuove Sensibilità)

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