La bella salentina

La Stagione danza del Verdi di Pisa si inaugura con La bella addormentata di Čajkovskij nella versione coreografica di Fredy Franzutti per il Balletto del Sud.

La tarantola al posto del fuso, questa la principale innovazione drammaturgica apportata da Franzutti al titolo di Perrault. Il coreografo recupera, infatti, sia il prototesto dell’italiano Basile sia l’ambientazione nell’Italia meridionale e, in special modo, in Salento – terra della taranta (o, più propriamente, della pizzica).
Una coreografia firmata nel 2000 che conserva ancora una certa freschezza, soprattutto negli ensemble (nonostante alcune imprecisioni nella sincronizzazione dei danzatori) e nelle scene dove la verve e le capacità attorali ed espressive di Federica Resta e Alessandro De Ceglia (nel ruolo dei genitori di Aurora) invadono il palcoscenico.
La scelta di ambientare il primo atto negli anni 20/30 si sposa con una costumistica adeguata, e però questa forte caratterizzazione si perde completamente nel secondo atto che, se ambientato dopo i famosi cento anni, avrebbe dovuto essere a noi contemporaneo. Una scelta conseguente che avrebbe rafforzato un finale politically correct, con l’augurio di un matrimonio felice (e possibile) anche per l’esclusa, la strega Carabosse/la transessuale.
Questo cortocircuito però non si innesca perché il secondo atto è in sé molto classico, sia a livello coreografico sia costumistico. Mentre la goffaggine di Carabosse, a metà strada tra la strega di Biancaneve di disneyana memoria e una transessuale lontanissima dai fasti di una Mitzi à la Priscilla. La regina del deserto, non ci sembra perorare con convinzione la causa dell’uguaglianza dei diritti del mondo lgbt.
Anche la stessa pizzica, evocata dal morso della tarantola, non pare iniettare nuova linfa nei passi dei danzatori che, nel secondo atto, si esibiscono vieppiù in quel genere di balletto che Baryšnikov definisce dal “sapore museale“. E nella festa di matrimonio sono ancora Resta e De Ceglia a rendere un po’ più spumeggiante la danza – allontanandola dall’esercizio da virtuosi di fronte al sovrano.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Verdi

via Palestro, 40 – Pisa
giovedì 22 dicembre, ore 21.00

Balletto del Sud presenta:
La bella addormentata
coreografie Fredy Franzutti
musiche Pëtr Il’ič Čajkovskij
scene Francesco Palma
luci Piero Calò
personaggi e interpreti:
Aurora: Boriana Petrova
l’antropologo Ernesto: Alexander Yakovlev
Roberto, il padre di Aurora: Alessandro De Ceglia
la fata Carabosse: Andrea Sirianni
Silvia, la madre: Federica Resta
Jargavan, la zingarella Lilla: Nuria Salado Fusté
uccellini blue: Martina Minniti e Stefano Sacco
zie, amiche, ombre e invitate: Martina Minniti, Francesca Bruno, Federica Resta, Francesca Raule, Beatrice Bartolomei e Alice Leoncini
preti, amici, ombre e invitati: Stefano Sacco, Ciro Iorio, Lucio Mautone, Luca Rimolo e Daniel Agudo Gallardo
responsabile allestimenti Cristian De Mitri
sartoria Chiara D’Agostino
(durata: due atti da 50 minuti con intervallo)

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